Quale futuro

 

La scorsa settimana qualche quotidiano locale ha riportato la clamorosa notizia che gli anticlericali andavano in parrocchia e poi che il prete non concedeva più l'utilizzo di una sala.

Per fortuna che qualche stanza ancora si trova, poi il Circolo N. Papini (che non fa solo attività anticlericale) ha da vent'anni la (stessa) sede e non ha bisogno di riunirsi in sacrestia.

In realtà la notizia sensazionale è un'altra, e cioè che a Fano uomini e donne, cristiani e non,  per la prima volta, assieme alla comunità rom,  tentano di costruire un progetto  che aiuti queste famiglie a sollevarsi dalla condizione di vita sub umana in cui sono costrette a vivere.

Vero è che abbiamo partecipato alle riunioni dell'Opera Nomadi in parrocchia, ma solo perché: noi non riusciamo a rimanere indifferenti quando vediamo con i nostri occhi bambini appena nati trascorrere in macchina, le fredde notti di questo inverno!

Noi non riusciamo a rimanere indifferenti quando intere famiglie sono state "invitate e aiutate" ad abbandonare il campo e andarsene da Fano perché con la nuova legge sull'immigrazione (la famigerata Bossi Fini) avrebbero corso il rischio di essere espulsi verso la Croazia, anche se la maggioranza dei rom fanesi non ha nulla a che spartire con la Croazia, dato che sono nati in Italia!

Noi non riusciamo a rimanere indifferenti quando un'amministrazione cosiddetta di sinistra usa in modo intimidatorio, una specie di pistola puntata alla tempia della comunità rom, una delle peggiori leggi approvate dalla destra!

Noi non riusciamo a rimanere indifferenti quando i bambini delle famiglie "invitate e aiutate" ad andarsene da Fano sono stati costretti ad abbandonare la scuola!

Noi non riusciamo a rimanere indifferenti quando queste famiglie sopravvivono nutrendosi di generi alimentari scaduti!

Noi non riusciamo a rimanere indifferenti quando per degli scarti di fili di rame pietosamente regalati dagli operai di una ditta, si monta un caso di ordine pubblico cittadino!

Noi non riusciamo a rimanere indifferenti all'ipocrisia di un bilancio comunale in cui vengono stanziati fondi per la solidarietà internazionale, a favore di fantomatici ed ipotetici profughi (magari iracheni) mentre i veri profughi, non i fantasmi, quelli realmente presenti a Fano, sono cacciati e invece degli aiuti umanitari il comune invia le "truppe" della polizia municipale. Profughi, espulsi dalla loro terra, dalle loro case a causa della guerra serbo croata (1991)  e dalle relative pulizie etniche e non fantasmi apparsi al sciogliersi del "famoso nevone del  91"

Noi non riusciamo a rimanere indifferenti quando l'amministrazione comunale in tredici anni non è riuscita a elaborare uno straccio di progetto che  risponda in qualche modo, alle quattro domande che queste famiglie ci fanno da sempre: casa, lavoro, assistenza sanitaria, e scuola.

Come? magari usando i fondi che la Comunità Europea, attivando corsi di formazione e costruire una cooperativa, avere la possibilità di usufruire di microcrediti che permettano anche ai rom di comprarsi una stufa per l'inverno, riparare la macchina per poter andare al lavoro, tentare la soluzione di tutti i problemi di natura giuridico-legale che queste persone si portano dietro, riconoscere il diritto al medico di base (questo avviene anche alle persone ancora non  regolarizzate) per famiglie con tanti bambini, ecc. Insomma, dare ai Rom una speranza di un futuro migliore.

 

 

Circolo Culturale N. Papini

 

 

PS La stampa locale ha sparato su quattro colonne la notizia della visita della Polizia ai Rom e di implicazioni in furti, le nostre fonti raccontano una storia molto diversa cioè che i ritagli di fili rame non era stato rubato ma regalato. Con lo stesso risalto dovrebbe essere pubblicata la rettifica...

 

Fano, 15.4.2003

 

 

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