Presentazione del documento di Ramsey Clark

 

E' passato un anno dalla "Guerra del Golfo", circa duecentomila persone sono morte, delle quali 30.000 civili. Saddam Hussein continua a governare, e le multinazionali occidentali fanno soldi con la ricostruzione di ciò che i bombardieri hanno distrutto.

Questa è la "pace" che, primi fra tutti, gli USA hanno dichiarato d'aver imposto con questa tremenda guerra tecnologica: una pace che dimostra chiaramente quanto ben poco le guerre servano a rendere liberi, e quanto servono a rendere ricchi chi le fa.

L'Emiro del Kuwait, protetto dagli USA, è tornato sul suo tronetto d'oro, e obbedisce prontamente alle direttive occidentali. La popolazione del Kuwait non gode di diritti civili; Amnesty International ha denunciato le torture e gli arresti patiti dai palestinesi (che erano il 61% della popolazione). Gli "Alleati" si stanno spartendo l'affare della ricostruzione del Kuwait, un affare da 14.000 miliardi di lire.

Per "difendere" l'economia (ed il petrolio) di questi affaristi occidentali, è stata fatta una guerra, ed ora è in atto una occupazione militare dei territori arabi.

Un tempo questi stessi affaristi avevano armato un dittatore, Hussein, che pagava fior di quattrini per comprare armi.

I bombardieri americani, obbedienti agli ordini di distruzione, hanno bombardato e massacrato una fila di 22.000 civili e militari in fuga. Sono state violate la convenzione dell'Aja e di Ginevra, che vietano di usare materiale bellico che causi sofferenze inutili. Ma possiamo giudicare quali siano le sofferenze...utili? Perché è stata decimata una popolazione colpevole solo d'esser povera? E perché dovremmo dare per forza agli Stati Uniti la patente di stato democratico, quando questa superpotenza si macchia di crimini più gravi di quelli che dice di voler punire negli altri Stati? Sono "pacifiste" le dichiarazioni di esponenti del Pentagono che vorrebbero buttare la bomba atomica per farla finita definitivamente con Saddam Hussein (e con migliaia di civili innocenti)? Il presidente degli USA, Bush, afferma il falso quando dice di fare la guerra per difendere la democrazia, egli difende solo i profitti USA. Sappiamo che gli USA si trovano in gravi difficoltà economiche; per questo ricorrono alla guerra, che permette nuovi investimenti: per cercare di bloccare la crisi economica.

Intanto: è stato causato un inquinamento insanabile con l'incendio dei pozzi, i bombardamenti senza tregua di tutto l'Irak hanno causato la distruzione di infrastrutture idriche, sanitarie, elettriche. Chi pagherà le spese di questo inquinamento? Chi pagherà per i bambini morti per le pessime condizioni alimentari e sanitarie?

Mentre in TV ci mostravano le immagini degli israeliani con la maschera antigas per paura della vendetta irachena... innocenti venivano uccisi da bombe sganciate sull'Irak col preciso fine di distruggere acquedotti, ospedali, fabbriche.

La popolazione kurda dell'Irak, minacciata da Saddam, è stata costretta alla fuga, e le "potenze straniere" sono rimaste a guardare: l'unica cosa che han fatto per i Kurdi è predisporre campi profughi e sganciare casse viveri che spesso cadevano schiantandosi (spendendo ben poco in confronto del costo della guerra) ma soprattutto coprendo gli interventi militari Turchi contro "elementi pericolosi" cioè esponenti indipendentisti Kurdi.

La guerra per gli Stati Uniti è stata un ottimo affare, un bilancio "attivo" grazie ai rimborsi dei Paesi "non partecipanti" come il Giappone e la Germania, al finanziamento dell'Arabia Saudita ed i rimborsi delle finanziarie estere dell'Emiro del Kuwait.

Di fronte al disprezzo della vita dei mercanti d'armi e delle potenze militari occidentali...non possiamo essere tranquilli: soprattutto ora che l'URSS si è sciolta, ed al suo posto esistono stati nazionali che ancora non offrono nessuna garanzia rispetto al loro reale ordinamento politico. Gli stati occidentali premono sulle repubbliche ex-sovietiche per poterle colonizzare con le loro esportazioni e con i loro "Piani Marshall", e cercano di controllarne la politica interna (la stessa cosa sta facendo la Germania con la Yugoslavia, o meglio con la Croazia e la Slovenia, e con la Cecoslovacchia).

In Kuwait (come in Italia con Gladio) gli USA premono sugli stati nazionali armando e sostenendo coloro che gli assicurano lauti affari ed il controllo politico dei cittadini.

Le potenze occidentali fanno questo con l'Est Europa (dalla Polonia, al Kazakistan), giocando con le guerre intestine (orgogli nazionali, differenze etniche...).

IL Kazakistan, che fa parte del gruppo asiatico sovietico, possiede tremila testate nucleari.

Così come noi non crediamo allo smantellamento nucleare promesso per l'Europa dell'ovest, nemmeno crediamo che le repubbliche sovietiche rinunceranno ai loro armamenti. Tutte le promesse fatte in questi anni hanno solo dimostrato che le potenze occidentali si preparavano ad un'altra guerra, e acquistavano nuovi tipi d'arma, smantellando sì, ma solo le armi superate da altre trovate tecnologiche e strategiche. Altroché "pace"!

Per questo, come antimilitaristi, siamo convinti che bisogna che opporsi sempre e comunque a tutti i tipi di guerra (anche quella nazionalista), a tutti i tipi di armamento, al servizio militare stesso: perché non si risolvono i problemi con le guerre, e con le guerre sono sempre le popolazioni a perdere, ed i mercanti d'armi a guadagnare.

Per questo presentiamo il documento di Ramsey Clark (ex ministro della giustizia USA negli anni sessanta), che ha accusato il Presidente Bush e la Coalizione di crimini di guerra. Tra i firmatari dell'atto d'accusa, documentato da molti fatti che in TV non sono stati mostrati (come quello del seppellimento di iracheni vivi sotto i carriarmati), c'è Mary Kaufmann, che fu magistrato d'accusa al processo di Norimberga contro i criminali nazisti. Voci che vengono dall'interno degli Stati Uniti, non radicali da criticare tutto il sistema economico su cui si basa il militarismo, ma voci libere.

Come antimilitaristi accusiamo le potenze militari, primi fra tutti gli USA, di fomentare con la vendita d'armi, il terrorismo, il controllo dei mass media, le guerre e l'intervento armato in paesi stranieri da parte USA e Alleata.

Nel mondo vi sono ancora popoli (es. i kurdi ed i palestinesi) che ricercano l'autodeterminazione. Vi sono popolazioni che muoiono di fame e di stenti. Vi sono popoli che hanno lottato per liberarsi dalle dittature.

All'aiuto a queste popolazioni dobbiamo pensare innanzitutto rifiutando tutti gli eserciti, denunciando la produzione e la vendita di armi, rigettando l'ideologia della guerra e della violenza.

Sempre, anche quando in Tv sembra che si combatta per un motivo, ricordiamo: non c'è ragione che giustifichi questi morti.

 

Circolo Culturale "Napoleone Papini"

Via Garibaldi 47 Fano

fip 22.2.92

 

 

 

 

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