Referendum.... ma dde cchè

 

Il 15 Giugno saremo chiamati alle urne per esprimere un voto su alcuni referendum.

Come al solito le domande non sono chiare. Non può essere altrimenti visto che il nostro regime democratico prevede il solo referendum abrogativo e non propositivo.

Il sistema democratico stesso si dovrebbe far carico di informare i cittadini sui contenuti e sugli effetti di questi referendum, ma ciò non avviene.

 

  1. Paradossalmente noi, da sempre contrari alle deleghe, che abbiamo opinioni culturalmente e politicamente diverse sui metodi di partecipazione alla vita e all’amministrazione di questa società, suppliamo alla mancanza d’informazione generale.

 

  1. La spiegazione è semplice: questo sistema è molto interessato a ricevere dai cittadini deleghe per l’amministrazione dello stato o per gli enti locali, dove c’è del "potere" da amministrare. E’ invece più tiepido nei casi in cui il cittadino partecipa ad alcune fasi decisionali (seppur parziali). Infatti è già avvenuto in passato che decisioni prese con i referendum venissero vanificate dal sistema parlamentare e governativo (vedi referendum abrogativo del Ministero delle "risorse agricole", come venne chiamato dopo che un referendum aveva abrogato il Ministero dell’agricoltura. Mentre ai cittadini vengono lasciate le briciole del sistema democratico i partiti lavorano alacremente alla riforma della Costituzione e del sistema politico. La prospettiva, presidenzialismo, semipresidenzialismo o elezione del capo del governo che sia, sarà quella che vedrà sempre più il cittadino spogliato dei poteri effettivi, di decidere sulle sue necessità e sul suo futuro. A questo sistema noi diciamo no.

 

Rispondiamo no a tutti i meccanismi di delega.

Per la democrazia diretta effettiva.

Per una società non "governata" ma autogestita.

 

Circolo Culturale Napoleone Papini

 

Fano 1/6/97

 

 

 

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