LA LIQUIDAZIONE DEI ROM

 

In questi giorni abbiamo letto sui giornali locali una serie d’articoli, e di prese di posizione d’alcuni personaggi, tristemente noti…

Questi tristi personaggi, ancora una volta, se la prendono con il popolo ROM, che a loro dire durante le festività, "assalta" la nostra ridente e gaudente cittadina e dopo aver riempito il sacco del bottino con elemosine e qualche furto spariscono nel nulla. Prima di partire però, sembra che qualcuno li abbia notati mentre si lavavano nell’acqua della fontana del Luigi Rossi…

Per quanto riguarda i furti poi, la misura è ben colma, il limite si è superato da un pezzo, non ci sono solo i ROM, come dimenticare gli albanesi? e i kossovari? e i tunisini, i marocchini e gli algerini?

Crudele il destino del popolo ROM, (così come tanti altri popoli del sud economico del mondo) bombardato, rastrellato, giustiziato, cacciato traghettato, identificato, abbandonato, disperso, annientato...

E' certo che l’aumento dei profughi ROM, kossovari, bosniaci, serbi e albanesi, è dovuto alle tensioni economiche e politiche nei paesi balcanici. Tensioni di cui sono responsabili i paesi dell'unione europea, tra cui l'Italia, e le grandi superpotenze, perché loro è stata la strategia di frammentazione del vecchio stato yugoslavo, al fine di spartirsi zone di influenza. Ma è anche verosimile che questo nuovo aumento sia figlio diretto dell'ultima avventura militare italiana in Kossovo. C’è un umanità che fugge dalle guerre e dalle relative rappresaglie…

Il Governo Italiano è responsabile diretto del destino delle popolazioni di quell’area e non solo, ma anzi, l’amministrazione comunale fanese ha fatto qualcosa di più a supporto del cosiddetto "sforzo bellico" (più realista del re, più kappista dell’UCK).

Come dimenticare il silenzio e la messa a disposizione del nostro aeroporto, degli elicotteri Mangusta che quasi giornalmente ci volavano sulla testa, dei trasporti del giovedì notte, oppure dei Tornado che si esercitavano a voli a bassa quota nella valle del Cesano, oppure entravano e uscivano in picchiata dalla gola del Furlo?

Per non parlare poi della missione Arcobaleno e degli appelli stringenti alla cittadinanza del Sindaco a dare di più …

Oggi sappiamo quegli aiuti dove sono finiti e a cosa sono serviti …

E’ tempo, che in questa città si lavori per un’accoglienza piena, predisponendo strutture e risorse, sviluppando progetti d’integrazione, di lavoro, di studio, incentivando la formazione professionale, la nascita di cooperative gestite assieme agli immigrati e i profughi, per un aiuto e una solidarietà concreta delle comunità straniere presenti nelle nostra città.

L’apertura di un campo nomadi attrezzato, e contemporaneamente l’avvio di progetti, con al centro il lavoro, lo studio, la casa, l’assistenza sanitaria, sono strumenti di intervento urgente, per garantire a questi nostri fratelli e sorelle una vita e una cittadinanza decente.

Certo non saranno gli sgomberi forzati degli immobili comunali o altri interventi "manu militari" che riusciranno a ristabilirà "l'ordine" e la legalità.

 

Circolo Culturale N. Papini

Fano, 18/11/99

 

 

 

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