ABBATTIAMO LE BARRIERE!!!
Domenica 16 Settembre si è verificato ancora un incidente mortale all’uscita della superstrada, nella rotatoria tra Canale Albani , Via Papiria e Via Soncino: alta velocità, fondo sdrucciolevole per la pioggia, non perfetta visibilità sono le cause plausibili.
Ma c’è, secondo noi, anche un’altra causa: l’estrema pericolosità di quel raccordo, un incrocio fonte di incidenti gravi fin dalla sua inaugurazione (per arrivare al mezzo di trasporto finito nel canale quest’estate).
Anche se non si è esperti di traffico, in molti hanno notato la stranezza di questa "rotatoria": la piazzola di rotazione spostata su di un lato rispetto a due canali di traffico intenso (in giro non se ne vedono molte…) .
Oltre all’effetto "muro" per chi proviene dalla superstrada, si ha un altro effetto negativo: si crea uno stop, per i veicoli che provengono da Via Papiria, che provoca pericolose code anche per chi proviene dalla superstrada, perché immettersi nella corsia principale è difficoltoso (la stessa cosa avviene da Via Soncino). Normalmente invece le rotatorie provocano un rallentamento di tutta la circolazione ma non creano delle fermate per gli autoveicoli agevolando l’inserimento delle autovetture.
Il Canale Albani poteva sicuramente rappresentare un’ostacolo per un diverso progetto; ma una volta verificata, nella realtà, l’estrema pericolosità della soluzione adottata, perché non è stata trovata una soluzione che limitasse la pericolosità dell’incrocio?
Anche misure "tampone" come una migliore segnaletica, ed in particolare una più vistosa segnaletica luminosa potrebbero rendere più consapevoli della strozzatura chi proviene dalla superstrada.
Un altro provvedimento che avrebbe potuto salvare il giovane morto domenica è l’eliminazione (o la sostituzione con altro materiale) dei pali della segnalazione finale e dei tubi messi a protezione di non si capisce bene che cosa (solo dei pedoni o ciclisti impazziti possono pensare di percorrere quel tratto di strada), meglio creare una via di fuga in caso d’emergenza.
Collegata all’idea di Parco al Campo d’Aviazione invece era stata presentata l’idea di una sopraelevata per l’attraversamento di quelle strade ad alto traffico, anche le richieste di una pista ciclabile in Via Papiria è ben altra cosa.
La soluzione più ragionevole comunque rimane la trasformazione radicale dell’incrocio.
Abbiamo inoltre un’altra preoccupazione, vista anche la cervellotica soluzione di semafori quasi intelligenti e piazzole spartitraffico (vedi largo di Porta Giulia): se il nuovo Piano del Traffico Urbano e la viabilità in città saranno ispirati agli stessi criteri ispiratori della citata rotatoria siamo fritti!!
Non ci potrà stupire se in futuro verranno create tante "Associazione familiari vittime dell’incrocio xy" e verranno presentati salati conti, per risarcimenti, all’amministrazione comunale.
Circolo Culturale Napoleone Papini
Fano, 20/9/2001
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