IL SACCO DI FANO

 

Qualche giorno fa il consigliere Comunale D’Anna, esprimendosi sull’edificio in corso di edificazione nell’area dell’ex Caserma Montevecchio lo ha definito "un insulto per i fanesi", noi, due anni fa, lo definimmo "vilipendio all’archeologia".

Il Circolo Culturale Napoleone Papini è tra le poche voci contrarie al mostruoso palazzo, non dal 1999 quando fu votata la "variante" di ampliamento, ma dal suo parto iniziale.

Per diversi anni abbiamo sostenuto la necessità non solo di valorizzare i reperti archeologici scoperti di recente (che hanno bloccato il cantiere per alcuni anni) ma anche quelli rinvenuti in passato, nelle campagne di scavi successive all’abbattimento della caserma, che giacciono oggi ricoperti da uno strato di asfalto (furono ricoperti anche resti di mosaici… in attesa di tempi "migliori").

La soluzione che proponevamo era un’area "parco verde ed archeologico" al servizio dei cittadini: una zona verde al centro della città, e che, nel contempo, rendesse visibile e valorizzasse alcune delle risorse archeologiche fanesi (di cui molti, a parole, si vantano, mentre coloro che hanno le "responsabilità" riescono a soffocare anche i resti del chiostro e dei suoi giardinetti, un tempo regno del gioco di tanti bambini, ora costretti a riparare sulle pietre di piazza XX settembre).

Abbiamo sempre sostenuto che edificare in quella zona era un’errore strategico per la città e solo una mente distorta poteva pensare di progettare di vendere ai privati, per un pugno di dollari, un terreno comunale per una possente cementificazione (ciò a dimostrare che Piani Regolatori esistenti o meno, i soliti potenti riescono a trasformare in cemento tutte le aree, risorsa o problema che siano, senza distinzioni…).

Il Consigliere D’Anna, portando utili argomenti di metratura e cubatura sostiene che è stato si risolto un contenzioso ma non sono mai emersi chi sono i responsabili di questo scempio.

Strano, un’occhiata all’elenco di: sindaco, giunta che ha approntato il piano di vendita, consiglieri comunali che votarono il progetto basterebbe a dare tutte le risposte.

Per la verità noi del Circolo N. Papini, esattamente tre anni fa, avevamo ipotizzato la possibilità che a essere chiamato in causa poteva essere il sindaco, responsabile amministrativo, del tempo, con questo scatenando le pruderie legali e le solite minacce di denunce di chi, essendo un "professionista della causa", non ha altri mezzi con cui ribattere.

Inoltre in questi anni sono apparsi sulla stampa illuminanti interviste a giustificazione dell’operazione. Se ne avesse bisogno possiamo fornire al Consigliere D’Anna la nostra rassegna stampa (anche se lui dovrebbe avere a disposizione quella fornita dal Comune).

E’ evidente che ai politici fanesi poco interessa questa storia (conclusa con una superfetazione dell’edificio pur di non pagar danni o di non farli pagare a chi di dovere), anche la polemica postuma ha un po’ il sapore di retorica.

Però un suggerimento vogliamo darlo anche in questa circostanza, proponiamo che non appena l’edificio sarà ultimato il Consiglio Comunale di Fano dia l’autorizzazione ad installare davanti all’opera d’arte una struttura metallica simile a quelle che compaiono davanti a diversi edifici storici della città (le nuove "lapidi").

 

Abbiamo anche un’idea su cosa scrivere:

Nuovo Palazzo Montevecchio, edificato tra il secondo ed il terzo millennio sull’area del parco verde e archeologico "Vitruvio".

Il consiglio comunale di Fano e la sua amministrazione lo vollero a perenne ricordo della speculazione edilizia.

A monito delle capacità del potere politico ed economico.

A dimostrazione dell’insensibilità di tutta la classe politica.

 

 

CIRCOLO CULTURALE NAPOLEONE PAPINI

 

Fano, 10/2/2001

 

 

 

 Tocca il diavolo per tornare alla Home Page

Tocca il maiale per tornare ai Comunicati Stampa