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STUDIO SVIM SULL’AEROPORTO: segreto di stato o segreto di pulcinella?
La pubblicazione del “misterioso” studio della SVIM sull’aeroporto di Fano porterebbe sicuramente ad una maggior chiarezza in un dibattito in cui alcune forze politiche dell’attuale maggioranza subordinano le loro scelte amministrative alle prospettive delineate da questa ricerca. Non crediamo invece che il rapporto SVIM possa portare a conclusioni oggettive e definitive (come aveva dimostrato anche il precedente studio dell’ISTAO); c’è infatti un vizio di origine in questo studio: l’obiettivo, in sintonia con il Piano triennale di sviluppo della provincia di Pesaro, deve dimostrare la validità delle scelte di sviluppo ormai pressoché decise ad alti livelli, prevedenti l’aeroporto di Fano come “volano” per l’economia locale. E’ stata invece la resistenza dei cittadini, degli abitanti di Fano, in particolare quelli che gravitano intorno all’aeroporto, che non ha permesso di compiere fino in fondo una scelta pro-aeroporto che andava contro gli interessi reali della maggioranza. In questa maniera si possono spiegare anche i continui investimenti che da anni favoriscono le strutture aeroportuali, con qualche contentino marginale per il parco, il tutto in un’ambiguità di fondo con numerose forze politiche che non esprimono posizioni chiare (queste infatti potrebbero portare dolorosi strascichi e perdite di consensi). Comunque le parti che dovrebbero sostenere le spese per ulteriori investimenti saranno tre: Comune di Fano, Amministrazione provinciale e Camera di Commercio; siamo curiosi, visto che ora non c’è più la continuità “politica” tra amministrazione provinciale e quella comunale, di vedere se assisteremo ad un ennesimo “compromesso” storico-affaristico tra destra e sinistra o saranno altri 4/5 anni di rinvii e melina. In questa fase il rafforzamento dell’attività per il Parco e contro l’aeroporto è fondamentale (la lobby aeroportuale ha dimostrato di avere ora un grande appetito: eppure non è mai stata tenuta a digiuno!!!). Altresì dev’essere chiaro che il futuro dell’aeroporto non è cosa che deve interessare i soli abitanti dei quartieri Vallato e S.Orso, ma deve toccare tutti i cittadini fanesi: infatti ogni risorsa economica a favore dell’aeroporto comporterà un taglio di altri investimenti di cui la città è bisognosa. A proposito di costi e di studi, anche lo studio SVIM costa, il nostro Circolo invece metterà a disposizione gratuitamente uno studio che dimostra che l’aeroporto di Fano, fin dalla sua creazione come campo di fortuna durante la prima guerra mondiale, è sempre stato un dispendioso giocattolo che ha fagocitato risorse economiche senza dar mai nulla alla città, e le prospettive future sono altrettanto negative (per la cittadinanza… certo in pochi, una minoranza, ci potranno anche guadagnare). A proposito poi di costi indiretti e di sicurezza è futile che gli ambienti filo-aeroporto insistano che non esistano problemi di sicurezza perchè sulla linea di volo ci sono solo pochi edifici, certo la possibilità che accadano incidenti in quella direzione è quella statisticamente più elevata ma ai bordi dell’aeroporto di Fano si sono sviluppati, nel corso degli anni, diversi quartieri che ormai abbracciano l’area aeroportuale, sottovalutare questo è veramente da sconsiderati.
Circolo Culturale N. Papini
Fano, 16/8/2004
PS La lettura dell’articolo del Resto del Carlino del 15/8/2004, cronaca locale, in particolare sugli schieramenti a favore e contrari all’aeroporto può portare a degli equivoci, la frase che accomuna Comitato Parco, Circolo Papini e Verdi, RC e PdCI (“…clamorosamente bocciati alle amministrative…”) è ambigua: il Circolo N. Papini non ha partecipato alle elezioni, non ha mai dato indicazioni di voto… il volantone affisso negli spazi elettorali (quando non coperto abusivamente da vistosi faccioni) esprimeva una dichiarazione di non partecipazione al voto. Ambigua è pure la sottolineatura sulla bocciatura alle amministrative (mescolando risultati elettorali dei tre partiti con quella di uno schieramento a favore del Parco e contro l’aeroporto): infatti nella coalizione “bocciata” esistevano posizioni contrarie allo sviluppo dell’aeroporto ma anche, purtroppo, posizioni filo (anche queste clamorosamente bocciate). Quindi accomunare la bocciatura alla sola posizione dei contrari all’aeroporto è caricaturale e fuorviante. Non ci risulta poi che la lista Bene Comune (che ha avuto in parte un bacino elettorale comune con i tre partiti citati) abbia posizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo aeroportuale, pertanto se si uniscono le percentuali (certo non i seggi in consiglio) di questa lista a quella dei tre partiti citati il fronte “intransigente” è sicuramente aumentato.
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