SENZA CULTURA... O... SENZA MEMORIA

 

L'articolo apparso sul magazine "Sette" del Corriere della Sera, ripreso dal Corriere Adriatico del 13 dicembre, riporta alcune dichiarazioni, in particolare quelle del Sindaco di Fano, Cesare Carnaroli. Tali affermazioni, in merito ad una estraneità della città di Fano (e dei fanesi) alle iniziative anticlericali promosse dal Circolo Culturale N. Papini e dall'Associazione per lo Sbattezzo, sono senza dubbio fantasiose e sicuramente discutibili.

Per rigore di verità (anche storica) ci interessa precisare alcuni punti:

- Il Meeting Anticlericale, organizzato dal Circolo N. Papini dal 1983, nelle sue quindici edizioni che si sono svolte a Fano, ha sempre riscosso una calorosa partecipazione da parte di centinaia e centinaia di cittadini fanesi che hanno sempre affollato gli spazi del Meeting (questi talvolta ristretti ma a causa di decisioni arbitrarie degli amministratori, non dei cittadini). Bene o "male" (per qualcuno) il meeting ha poi rappresentato un notevole richiamo "turistico-culturale" per migliaia di partecipanti che venivano da fuori, in ciò apportando anche un beneficio economico alla città di Fano; il non gradimento, anzi gli ostacoli frapposti da parte di una ben definita categoria di persone non significa che gli eventi non abbiano toccato il tessuto socio-culturale fanese. I dibattiti dei meeting, ed i dibattiti seguiti ai meeting sono stati terreno di scontro e confronto estremamente vivi nella città.

- L'Associazione per lo Sbattezzo, nata ufficialmente a Fano nel 1986, a seguito dei meeting anticlericali ha una adesione che scavalca i confini territoriali fanesi (anzi ci sono adesioni anche da fuori Italia e sul suo esempio sono state costituite altre associazioni che lottano per lo sbattezzo: in Canada, Belgio, Olanda, Francia); i casi di sbattezzo (che non è un rito religioso che amministra l'associazione) a nostra conoscenza sono svariate migliaia; solo quest'anno abbiamo ricevuto oltre 180 segnalazioni.

- L'idea dello Sbattezzo non è del Circolo o dell'Associazione, fu proposta da Aldo Capitini negli anni 50, dopo il famoso caso dell'assoluzione del Vescovo di Prato; l'Associazione ha ripreso questa idea iniziando una battaglia politica che le recenti dichiarazioni degli esponenti della CEI evidenziano l'aver creato qualche problemino alla Chiesa Cattolica.

- In merito alle tradizioni culturali fanesi il sindaco dovrebbe fare più attenzione e dare una ripassata alla storia politica generale e locale: Come il clericalismo (inteso come il sostegno al potere temporale della Chiesa, o meglio il sostenere che i dettami della fede devono prevalere nei rapporti sociali, al contrario della laicità, termine utilizzato comunemente per significati estremamente differenti) fa parte della nostra storia, soprattutto per effetto dello Stato della Chiesa che ha governato per centinaia di anni il nostro territorio, anche l'anticlericalsimo appartiene alla tradizione culturale popolare (non solo anarchica) di Fano. L'origine del movimento operaio e socialista (ma anche quello repubblicano e quello liberale) ha una fortissima componente di anticlericalismo sia a livello generale che a livello locale. Invitiamo il Sindaco (che non sappiamo se si onori o meno di appartenere più alla tradizione culturale socialista e progressista) a rileggersi la stampa locale d'epoca: Dal "Comunardo" del 1873, passando per "In Marcia", il "Messaggero del Metauro" 1900/1905, "Il Progresso",1902/1922, il "Cittadino" 1907/1909, Il "Divenire" 1920/1922, "Bandiera Rossa" 1921/1922 le posizioni politiche espresse dalla parte che si definiva progressista del movimento sociale fanese erano venate da un forte sentimento anticlericale, anzi l'anticlericalismo era un cemento culturale per le classi oppresse (dai ricchi e dai preti). Queste posizioni sono le basi su cui nel dopoguerra si sono riformate le attuali componenti politiche. Certo, partendo dalle campagne contro i "forchettoni democristiani" le posizione politiche si sono via via elaborate alla luce delle mutuate situazioni storiche e politiche (es. la Chiesa del Concilio proponeva posizioni diverse da quelle più reazionarie di papati precedenti). Ciò non toglie che l'anticlericalismo sia parte integrante della cultura locale e generale, in particolare per quella sinistra che non si vergogna di essere tale e non è dimentica delle sue origini.

- Poi che i comunisti andassero tutti a messa è una affermazione senza senso. I comunisti "antichi" si rivolteranno nella tomba alle dichiarazioni del sindaco, quelli "moderni", speriamo che si facciano sentire direttamente. I veri comunisti, quelli che "mangiavano i bambini", (anche in ragione di tale particolare dieta) dovevano avere una base culturale che non è più necessaria a coloro che praticano l'esercizio del potere oggi (anche se si richiamano alle vecchie tradizioni socialistiche): la pratica culinaria in voga oggi è quella della spartizione della torta.

- Lasciamo perdere infine la storiella del cimitero dell'Ulivo, prima era "aconfessionale", ora dopo che vi è stato innalzato un enorme crocefisso, per volere della curia locale, spunta la barzelletta della "multiconfessionalità". A noi questo termine ricorda invece quello della "libanesizzazione", dove tutto è diviso in base alle varie appartenenze religiose: non vorremmo che preso i buddisti chiedessero uno spazio per uno stupa, i mussulmani un minareto con mezzaluna, gli ebrei con la richiesta della stella di Davide ecc. Non è una situazione dov'è garantita la massima tolleranza, è solo una tregua d'armi dove i più forti cercheranno prima o poi di sopraffare i più deboli e dove questi si armano per resistere. Giudicate voi se è la soluzione migliore.

Circolo Culturale N. Papini

Fano, 14/12/2002

 

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