I Pupi e le sfilate.

 

Mentre in Bosnia si prepara lo scontro "finale" tra eserciti ed interessi politico-economici nella spartizione-macellazione della Jugoslavia... sulla costa Adriatica è iniziato il carnevale.

Tradizionale esibizione di Pupi e Maschere, che un tempo si riteneva potesse verificarsi una volta all'anno; "una volta all'anno è lecito ammattire", dicevano infatti i latini. Ma, purtroppo per noi, la sfrenata ricerca di Maschere, Trucchi e pagliacciate diversive, non si limita più ad un giorno su trecentosessantacinque. Il carnevale è divenuto banale. Come mai ora che, anche a Venezia, il carnevale non lo paga più lo Stato, torna di moda nei Tribunali?!

E non ci riferiamo alle buffonate e messinscene degli ex leaders politici coinvolti in Tangentopoli, ne al tristemente famoso giudice Carnevale... ma alle aule del Tribunale di Pesaro.

In queste aule va ormai in onda da due anni una Sfilata di Pupi, o perlomeno un tentativo di farli sfilare:

si tratta del processo per "vilipendio" inscenato per punire gli anticlericali fanesi del noto "Meeting Anticlericale".

"Oltraggio alla religione di Stato" (ormai non più di Stato) e vilipendio a Capo di Stato Estero" (il Vaticano, Stato estero quando si tratta di far passare soldi in Svizzera, ma di casa quando si tratta di incassare contributi dallo stato italiano...), sarebbero i crimini compiuti, a dire dell'accusa, durante i Meetings. A guardare i "corpi del reato", ci si accorge subito che si tratta di vignette pubblicate invece sulla stampa nazionale, e di una serie di firme illeggibili (raccolte forse di

fronte a qualche Chiesa) siglanti un esposto ove si dichiara che il Meeting è tanto genericamente quanto altamente blasfemo e che quindi va sanzionato!

Ma per questo Carnevale che è il gioco del potere politico e della pressione sull'opinione pubblica, l'unica cosa importante è che ancora in un modo o in un altro si possano trovare dei "colpevoli" per ciò che disturba il potentato clericale.

Il metodo proprio dei processi per stregoneria, per i quali, muta o urlante di fronte all'acqua santa, la strega era sempre una strega, è ancora pratico: e il "processo" lo si fa in toto ai Meetings anticlericali nel loro insieme di dibattito, socialità e politica, perché è con quel tipo di accuse che si dà poi "sacralità" alle pretese di negare gli spazi alle manifestazioni scomode. Già due anni fa, torniamo a ripetere, uno dei "grandi moralizzatori" della nostra Regione, Giampaoli, proclamava di stare dalla parte del vescovo di Fano nei suoi FALLITI TENTATIVI di impedirci nuovamente l'espressione pubblica (nel '90, nonostante non vi fosse alcun fatto giudiziario comprovante, col pretesto dell'ordine pubblico al Meeting erano stati sottratti i luoghi pubblici, suscitando ovvie proteste da ogni parte d'Italia). "Giampaoli sta col Vescovo", rimarcavano di nuovo i quotidiani nel 1991.

Ma oggi, una Santa Alleanza non più conveniente (a meno che il Vescovo non voglia STARE con Giampaoli) non può più sancire la sacralità di questa Sfilata:

agli integralisti non resta che assistere con le mani giunte a quelle grafico-mussulmane di Karl Lagerfeld.

 

Circolo Culturale "N.Papini"

 

Fano, 7 Febbraio 1994.

 

 

 

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