UN ATTO DI GIUSTIZIA
PER SOFRI, BOMPRESSI E PIETROSTEFANI
Chiediamo giustizia, e libertà: per tre innocenti.
Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bombressi sono stati, negli anni ’70, dirigenti e militanti dell’organizzazione della nuova sinistra Lotta Continua.
Sulla parola di un "pentito", senza prove oggettive, dopo sette giudizi processuali e di Cassazione, fra loro contrastanti tra condanna e assoluzione, oggi tre innocenti sono reclusi nel carcere di Pisa a scontare ventidue anni di pena per l’omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi, ucciso a Milano da ignoti il 17 maggio del 1972.
Venticinque anni fa.
Sofri e Pietrostefani, con Bompressi, accusati e condannati rispettivamente come mandanti morali ed esecutore materiale del delitto, si sono sempre dichiarati innocenti, consegnandosi alla fine a questa giustizia ingiusta, per denunciare a tutti i cittadini italiani lo scandalo della loro detenzione.
Leonardo Marino, il loro unico accusatore, è intanto libero, reo confesso di un delitto per cui il pentimento sono occorsi ben sedici anni, già ritenuto dalle Sezioni Unite della Cassazione del tutto inaffidabile, prima che la Cassazione smentisse di nuovo se stessa.
Una costruzione menzognera, piena di falle processuali.
In dubio pro reo. Non si è voluto così.
Sono ormai 150 i giorni di carcere.
Bompressi, Sofri e Pietrostefani hanno iniziato uno sciopero della fame come forma di protesta non per la loro situazione particolare, ma per denunciare le drammatiche condizioni in cui vivono coloro che sono in Carcere in Italia oggi.
Un atto di giustizia, la Grazia del presidente della repubblica o un nuovo vero processo, è quello che si chiede.
Vi chiediamo di testimoniarlo insieme a noi.
Comitato "Liberi Liberi" di Fano
c/o Papini - Via Garibaldi 47 Fano
cip 19/6/97
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