LASCIATE
TUTTO SOTTOTERRA
Alcuni mesi fa, dopo che
erano state tolte le impalcature, avevamo denunciato altri scempi compiuti
attorno al “mostro” sorto sull’area dell’ex
Caserma Montevecchio (Archetti
del Chiostro danneggiati dagli scavi, superfetazioni di fioriere-mostri, resti
romani difficilmente visibili a causa delle grate metalliche e delle
condizioni delle coperture in plexigas di notte, totalmente invisibili di
giorno). Ora, dopo il sopralluogo
della Sovrintendenza, vediamo che la nostra denuncia era più che
giustificata. Ma l’aver ragione in
questo caso è una magra consolazione. Nel frattempo, dopo il
boom estivo dei visitatori del sottosuolo e dei resti romani, si è aperto un
dibattito su cosa fare anche delle ricchezze presenti nei sotterranei di Fano. Naturalmente il caso più
stridente rimane l’area ex ICOMAS dove sono stati ritrovati resti
attribuibili ad un teatro. Dietro ad un’apparente disponibilità della ditta
c’è la volontà di definire la questione: naturalmente guadagnandoci. L’amministrazione
comunale, a differenza di precedenti alienazioni di aree, stavolta sembra
interessato all’acquisizione (ci sarà pure un perché di queste oscillanti
posizioni). Certo il motivo è quello di valorizzare il patrimonio…. Ma
perché nessuno parla anche di valorizzare i reperti (che comprendono anche
porzioni di mosaici) che furono trovati negli scavi degli anni ’60 (e poi
ricoperti in attesa di tempi migliori) che esistono nell’area del parcheggio
antistante la vecchia sede della ASL? E perché nessuno si
occupa di tutelare meglio i reperti archeologici già fruibili, come nel caso
del “Mosaico della Pantera”, uno dei fiori all’occhiello della sezione
archeologica del Museo, ma privo di ogni minima protezione? Noi abbiamo un’idea
migliore per tutti. Ricopriamo anche il Teatro Romano, aspettiamo altri 40 o
50 anni, tempi ridotti quindi affinché a Fano si sviluppi una migliore
coscienza della salvaguardia del patrimonio e una minore sensibilità agli
interessi dei potentati economici e delle speculazioni edilizie. Nel frattempo i
“privati”, senza compiere manomissioni dell’area, potrebbero gestire un
parcheggio a raso in pieno centro storico (le possibilità di vie di
comunicazione ci sono, sarebbe un’area con basso impatto visivo, la
soluzione sarebbe anche economicamente valida, vista la fame di posti-auto per
il centro). Per favore, lasciamo in
pace i nostri antenati. Lasciamo tutto
sottoterra. Circolo Culturale Napoleone Papini Fano, 31/8/2002
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