LA GUERRA AL TEMPO DELL'ULIVO

 

Anche questa volta i Signori della guerra hanno dato la parola alle bombe e alle stragi

Nell'era dei computer come nell'età della pietra, nonostante l'evoluzione, si ricorre alla violenza come strumento di risoluzione dei conflitti. E' inevitabile che in questo confronto non vincerà mai la "ragione" (se una sola ragione esiste), ma solo il più forte. E quello che si sente più debole ricorrerà a tutti gli strumenti di violenza per difendere la sua posizione. E' per questo che con la guerra non si ristabilisce la convivenza, ma si rende questa ancora più inattuabile.

Le dichiarazioni dei governanti, dei mass media di regime vog1iono coprire queste semplici verità con un informazione a senso unico che parla molto delle crudeltà serbe (che non vog1iamo certo difendere, e in questi giorni, dopo l'inizio dei bombardamenti, aumentate a dismisura) e poco delle vittime innocenti dei bombardamenti NATO.

Il primo ministro diessino D'Alema, interprete della realpolitik, dopo aver dichiarato in seguito alla sentenza assolutoria della strage del Cermis, che era intento del governo rinegoziare i trattati NATO, e dopo aver annunciato solennemente in parlamento che l'Italia avrebbe fatto di tutto per cercare una soluzione di pace, ora, a reti unificate, ci comunica che "dobbiamo stare tranquilli, che siamo in guerra, che ci saranno giorni duri ma che non saremo attaccati nello nostre case".

Ovvio: siamo noi ad andare all'attacco, a bombardare e a distruggere.

L'Italia (secondo la costituzione) ripudia la guerra, ma partecipa disinvoltamente ad azioni militari al di fuori da qualsiasi vincolo di carattere giuridico e senza neanche la copertura di organismi internazionali, l'ONU, ormai, è solo un paravento da utilizzare quando fa comodo, quando non serve si fa da soli.

L'entrata in guerra di un paese con un governo sedicente di centro-sinistra è una sorpresa per molti.

Tutta la NATO è scesa in guerra contro la Serbia, e, tutti i governi europei vi aderiscono. Questa dirigenza politica non esprime, se mai lo ha fatto. una possibilità di cambiamento o di miglioramento della società, ma soltanto gli interessi politici ed economici della classe dominante.

Infatti, è per l'egemonia a livello europeo, e a livello mondiale, che si combatte questa guerra. Non a caso la stessa coalizione che ha attaccato l'IRAQ, dopo l'invasione del Kuwait, ora sostiene lo sforzo bellico contro Milosevic. Questa coalizione si é guardata bene dall'intervenire a favore dei Kurdi oppure in Nigeria, in Congo, in Etiopia, in Sudan, in Mozambico, in Costa d'Avorio, in Afganistan, in Indonesia, ecc., cioè in tutte quelle regioni del mondo dove le stragi e la "pulizia etnica" ancora oggi continuano indisturbate.

Le stragi quotidiane fanno comodo, per la tutela delle egemonie politiche ed economiche e il controllo del nuovo ordine mondiale. Chi si oppone é colpito.

 

E' POSSIBILE SCONFIGGERE QUESTA REALTA':

CON UNA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE!

CONTRO LE GUERRE, CONTRO LE STRAGI, CONTRO LE ALLEANZE MILITARI, CONTRO I NAZIONALISMI, CONTRO GLI ESERCITI, CONTRO LE PRODUZIONI MILITARI.

 

INVITIAMO I CITTADINI:

ALL'ASSEMBLEA DI VENERDI' 2 APRILE ALLE ORE 18 NELLA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE;

ALLA MANIFESTAZIONE PACIFISTATA DI SABATO 3 APRILE A ROMA (partenza pullman alle ore 8 davanti al monumento dei caduti);

ALLA MANIFESTAZIONE ANTIMILITARISTA DI SABATO 3 APRILE DAVANTI ALLA BASE NATO DI AVIANO.

 

Circolo Culturale N. Papini, Collettivo CRIK,

Libreria La Talpa, Tute Bianche

 

Fano 31/3/99

 

 

 

 Tocca il diavolo per tornare alla Home Page

Tocca il maiale per tornare ai Comunicati Stampa