ZUCCHERIFICIO DI FANO:

UNA SORIA AMARA!!

 

Mentre parlamentari, politici ed amministratori locali esultano per aver avuto il privilegio di "parlare" con il ministro delle risorse agricole (appartenente allo stesso schieramento politico), la SADAM provvedeva ad avviare formalmente le procedure per lo smantellamento dello stabilimento di Fano e la messa in mobilità dei lavoratori.

In questa storia ci sono tutti gli ingredienti di un pasticcio:

- La cessione di quote di produzione tra ditte che si spartiscono il mercato saccarifero e danno ordini al ministero (ed in futuro detteranno la loro "legge" per il piano bieticolo europeo);

- La spartizione di queste quote che (pur promettendo ai bieticoltori di raccogliere, per il momento, il prodotto un zona) andranno in lavorazione in altri stabilimenti;

- L'intervento di politici locali, categorie economiche ed enti vari, come se il problema della ristrutturazione del settore saccarifero si limitasse al problema locale;

- Le lacrime di coccodrillo piante da politici locali che ora vendono per "vittoria", quella che è semplicemente l'allungamento dell'agonia;

- Le aziende che pensano solo al profitto tagliando sul personale (assunto a tempo determinato e non);

- Le stesse aziende che pensano di fare altri profitti dando il via a speculazioni immobiliari sulle aree dismesse.

Purtroppo la decisione della chiusura dello stabilimento non si combatte solo a Fano. E' la politica di ristrutturazione del settore che va battuta, è la politica aziendale della distruzione di posti di lavoro che va combattuta. Altro che flessibilità, pace sociale e concertazione!

Questa situazione vede i lavoratori, i disoccupati, i lavoratori precari ed in nero, vittime di un sistema economico dove conta solo il profitto ed il capitale.

Nessuno può tirarsi indietro dalle proprie responsabilità: industriali, politici, sindacalisti, tutti coloro che governano e sostengono questa società egoista e basata sul calcolo di convenienza economica.

Non ci si può fidare di questi personaggi, non è possibile "allearsi" con loro.

Finché i lavoratori, gli uomini, non saranno al centro del sistema dovremo assistere a vicende come questa.

E' per questo che la solidarietà tra i lavoratori, precari e disoccupati deve partire da una battaglia forte che abbia come priorità assoluta:

LAVORO, REDDITO, DIGNITA', FUTURO.

 

Tute Bianche Fano

 

cip Via Garibaldi 47 14/12/98

 

 

 

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