UN POSTO AL SOLE? SIGNORNO!
Le recenti affermazioni del primo ministro italiano, Massimo D'Alema, "... da questa drammatica vicenda l'Italia uscirà più forte e rispettata nel mondo, ... è un merito della sinistra...", assomigliano molto (rapportate al linguaggio d'epoca) alle promesse di Benito Mussolini quando per conquistare un "impero" ed ottenere "un posto al sole" scatenò le guerre colonialiste di Etiopia e di Albania.
BOMBARDAMENTI UMANITARI? SIGNORNO!
Come era prevedibile, purtroppo, le bombe stanno seminando la morte tra i civili (l'ultimo tragico errore è il bombardamento di un pullman civile colpito da una miriade di stupidissime bombe "a saturazione"). Nella Jugoslavia sono rimaste danneggiate, dall'inizio dei bombardamenti, circa 300 scuole ed asili, sono rimasti coinvolti ospedali, case, perfino monasteri.... tutti effetti "collaterali" dei bombardamenti. Adesso vengono colpiti obiettivi "militari" quali ponti, fabbriche (le stime parlano di quasi 500.000 disoccupati), radio e TV, centrali elettriche (con innovative bombe chimiche dagli effetti sconosciuti) ed acquedotti. Per un totale di oltre 8.000 obiettivi colpiti dall'inizio dei bombardamenti. Ma cosa c'entra l'acqua potabile con la guerra? Non bastano più i proiettili all'uranio?
L'unica spiegazione che ci possiamo dare è che la decisione della NATO, e dei militari che ormai controllano tutte le azioni, è quello di distruggere le infrastrutture e l'economia di quel paese (oltre che distruggere fisicamente e psicologicamente i bombardati). Ridurlo alla fame. Non ci sono più distinzioni tra obiettivi civili e militari, bersagli sono tutti gli esseri umani, vecchi e bambini, senza nessuna distinzione.
MISSIONI UMANITARIE PELOSE? SIGNORNO!
L'Italia, e tutti i paesi NATO, fino poco tempo fa facevano affari con Milosevic e la Jugoslavia. La Serbia è sempre stato un buon mercato per i prodotti italiani. La Telecom italiana (anche quando era di esclusiva proprietà pubblica) era proprietaria di una quota dell'azienda telefonica serba, moltissimi industriali italiani hanno decentrato lavori in fabbriche jugoslave (dove la manodopera è molto più bassa) la bilancia commerciale italiana nei confronti della Jugoslavia è sempre stata in attivo. La pulizia etnica non è iniziata oggi, è dalla disgregazione dello stato federale che sono iniziati i problemi più grossi (culminati nella guerra in Bosnia). Adesso i bombardamenti NATO, anziché arrestare, hanno accelerato la repressione e la pulizia etnica dei nazionalisti serbi nei confronti della popolazione albanese del Kosovo. Fonti NATO parlano di oltre 600.000 profughi e di 4.000 persone assassinate (da esercito, polizia speciale e reparti paramilitari serbi), un totale di morti non molto differente da quello proclamato dall'altra parte, e cioè circa 1.000 vittime civili provocate dalle bombe NATO.
La realtà, in particolare in Albania, le truppe militari dei diversi paesi NATO che stanno convergendo in quell'area, stanno rubando spazi agli aiuti ai profughi. Depositi di armi e munizioni sostituiscono i depositi di viveri, aeroporti civili sono diventati basi militari per aerei ed elicotteri.
Anche l'Italia si sta dando da fare, raccoglie fondi dai cittadini per la "missione arcobaleno", ma intanto manda truppe corazzate e corpi scelti (es. lagunari e bersaglieri, con mezzi corazzati e da sbarco) "per difendere i profughi". I nostri militari fanno esercitazioni militari con ... armi controcarro, non è difficile capire che i profughi sono solo una scusa.
Ma intanto la spedizione costa... il governo studia nuove tasse (magari pensa anche ad un utilizzo "umanitario" anche dei fondi raccolti dalla sottoscrizione gestita dal governo, non ci stupirebbe, visto che la guerra è umanitaria, che con i soldi raccolti si sfamassero anche le "truppe" umanitarie).
SIGNORNO' PER LA SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE CONCRETA
Il collettivo Crik ha organizzato nelle scorse settimane una rassegna antimilitarista dal titolo "Signornò" che ha affrontato il problema delle guerre (non solo quella dei Balcani, ma anche delle decine di conflitti che vengono combattuti tutti i giorni in tutte le parti del mondo, ma che non hanno l'attenzione dei mass media), degli eserciti, della produzione delle armi, dei rapporti internazionali, dei diritti dei popoli. Abbiamo organizzato conferenze, incontri, concerti, letture di poesie, cene. Abbiamo deciso di fare un'opera di solidarietà concreta, destinare il ricavato dell'iniziativa a tre progetti:
Una parte all'ICS, Consorzio Italiano di Solidarietà, per finanziare i campi profughi del Kosovo gestiti direttamente da questa organizzazione; una parte come sottoscrizione per gli operai della Crvena Zavasta e delle altre fabbriche bombardate dagli aerei della NATO; l'ultima parte per sostenere progetti a favore dei disertori serbi.
Collettivo CRik - Fano
Fano,3/5/99