Tacito, il grande storico romano, ricercando le cause della decadenza dei costumi della sua epoca particolarmente travagliata, individua quella principale nell’indifferenza della gente verso la politica ormai considerata come qualcosa spettante ad altri.
Con la crescente crisi di rappresentatività dei partiti politici, anche di quelli che la partecipazione diretta dovrebbero averla nei cromosomi e che sembrano invece essersi persi nei meandri istituzionali, sta emergendo a Fano un fenomeno nuovo ed apprezzabile di recupero della politica intesa come volontà di partecipazione, di esigenza di riflettere collettivamente sulle scelte che investono la vita di tutti, comprese le future generazioni, di voglia di discutere, come parte direttamente interessata, sull’assetto complessivo che dovrà assumere la nostra città nel prossimo futuro.
Si è costituito recentemente un Comitato che ha come obiettivo la realizzazione di un Parco al Campo di Aviazione, previsto da circa trent’anni. Si vada a rileggere, al riguardo, "Fano tra cronaca e storia" (pag.314 e segg.) di Nino Ferri, il noto concittadino recentemente scomparso che ricorda una delibera del 1973 e a proposito del Parco spende nobili e incisive parole
Altro obiettivo del Comitato è quello di bloccare l’ulteriore e spesso sbandierato sviluppo dell’attuale struttura aeroportuale; tale sviluppo è antieconomico, come ampiamente dimostrato da specifiche ricerche fatte in un recente passato, ed è antiambientale: non penso agli uccellini ma alla qualità della vita di migliaia di persone che verrebbe irrimediabilmente e, quel che è peggio, inutilmente deteriorata. (si pensi ai rumori, alle luci, ai fumi, ai pericoli….). Si andrebbe nella direzione esattamente opposta a quella di altre città dove si fa di tutto per portare gli aeroporti lontano dai centri abitati. A Fano si farebbe esattamente il contrario: si urbanizza intensamente, a partire dagli Anni Settanta, una vasta area (si pensi alla zona PEEP del Vallato, o all’espansione dei quartieri S. Orso, San Lazzaro, Sassonia 3) con l’obiettivo di inserirla attorno ad una zona adibita a Parco e poi con parecchia superficialità (insensibilità democratica?) si cambiano le carte in tavola e si parla di uno sviluppo aeroportuale che fra l’altro (e la cosa non è secondaria) è privo di senso e razionalità..
Una rappresentanza del Comitato, appositamente delegata, ha recentemente incontrato il Sindaco Carnaroli con il duplice obiettivo di illustrargli le coordinate all’interno delle quali si muove il Comitato stesso e di avere chiarimenti circa gli intendimenti dell’Amministrazione fanese.
Dall’incontro è emerso quanto segue:
- il Comitato è apartitico e non ha obiettivi propagandistici o elettorali;
- il Comitato si è costituito alla luce delle recenti notizie relative alla costruzione di uno o due hangar del costo di Novecento milioni l’uno ed eventualmente della cementificazione della pista con un costo di diversi miliardi. Il tutto (sette miliardi?) a carico della collettività. I dibattiti, le pubbliche assemblee, le raccolte di firme (3.500 non sono poche) non hanno sortito a nulla: il "Progetto aeroporto" è avanzato in questi anni a piccoli passi ma con una progressione sensibile e costante. Il Parco, invece, è rimasto una "pia intentio".
- l’attuale struttura basta e avanza come dimostrato da progetti recenti ma frettolosamente accantonati. Si tratta, anzi, di regolamentare gli attuali voli che vedono evoluzioni spericolate a ridosso del centro abitato che continuano nonostante le numerose, e finora inutili, proteste dei cittadini. Speriamo di non dover assistere alle solite lacrime di coccodrillo.di fronte ad una tragedia che è stata più volte annunciata.
- il Comitato ribadisce che nessun denaro deve essere più speso per il Campo di Aviazione se non per l’immediata realizzazione del Parco, iniziando dalle aree comunali già disponibili e dal corretto riposizionamento della recinzione secondo i confini originariamente previsti. Tale recinzione, inspiegabilmente, ha ristretto l’area destinata a Parco ed impedisce, ora, il completamento del circuito intorno al Campo di Aviazione, consuetudine tradizionale di varie generazioni di Fanesi.
Il Sindaco ha preso atto delle posizioni del Comitato ed ha illustrato le linee a cui intende attenersi l’Amministrazione:
Ha ammesso i ritardi relativi alla costruzione del Parco, ha ribadito che non ha alcun senso fare la concorrenza a Falconara e a Rimini per l’aviazione commerciale ed ha convenuto che, se non ci sono, come sembra, le condizioni per uno sviluppo dell’aviazione generale, ogni discorso relativo al potenziamento dell’aereoporto è destinato a cadere.
Più possibilista si è mostrato sulla costruzione di un nuovo hangar sulla cui destinazione e necessità è stato, però, alquanto sfumato e non certo in sintonia con gli orientamenti del Comitato.. Ma su questo, come su altri punti si tornerà a parlare in maniera più analitica; in particolare il Comitato ritiene necessario approfondire il "Piano strategico di sviluppo" elaborato dall’ISTAO che è un capolavoro di pressapochismo e superficialità. Gli stessi atteggiamenti li ritroviamo in numerosi interventi sulla stampa locale che parlano per assunti senza mai entrare nel merito della questione.
E’ quindi intendimento del Comitato proseguire nella sua battaglia democratica che mira a coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini attraverso una capillare opera di informazione e sensibilizzazione.
Nel frattempo l’avvio della realizzazione del Parco del Campo di Aviazione sarebbe la migliore risposta dell’Amministrazione alle giuste istanze del Comitato ed il migliore viatico per un rapporto di collaborazione che non può che essere vantaggioso per l’intera collettività..
Fano, 15 novembre 2000
Luciano Polverari*
* Membro del Comitato e delegato Portavoce nell’incontro con il Sindaco
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