Congresso internazionale del Libero Pensiero
Roma 20-22 settembre 1904.
A Roma si tenne dal 20-22 settembre 1904 uno dei più importanti congressi internazionali del Libero pensiero a cui parteciparono delegazioni di ogni parte del mondo. I congressisti un migliaio dall'estero e circa 1500 dall'Italia nelle quattro giornate promossero diverse manifestazioni pubbliche l'ultima delle quali un comizio in Campo dei Fiori sotto la statua dedicata a Giordano Bruno vide la partecipazione di diverse migliaia di persone.
Il congresso ebbe fra i principali animatori e organizzatori il repubblicano Arcangelo Ghisleri che per la preparazione dell'iniziativa fece uscire un bollettino "Il Libero Pensiero Internazionale" che divenne poi uno degli organi principali del movimento anticlericale in Italia. A questo importante appuntamento parteciparono numerose associazioni anticlericali di tutto il mondo e molti intellettuali fra i quali gli italiani Sergi, Ardigò, Colajanni, Rapisardi, Ferrero, Morselli, Olivetti, Lombroso; fra gli stranieri Haeckel, il filosofo del monismo, il sociologo e pacifista Novicow, i deputati belgi Furnemont e Lorand, uno socialista e l'altro radicale, lo scienziato francese Berthelot, lo scrittore norvegese Björnson, e poi spagnoli, portoghesi, inglesi, boemi ecc. Per gli anarchici, fra i più noti erano venuti Paul Robin dalla Francia, Domela Nieuwenhuis dall'Olanda, Francisco Ferrer dalla Spagna. Luigi Fabbri tenne una importante relazione sul tema dei rapporti fra Chiesa e Stato e impostò l'azione sua e dei suoi compagni, sostenuti in questo dai socialisti presenti, fra i quali era Angelica Balabanoff, nel senso di interpretare il concetto di "libero pensiero" come opposizione non solo ai dogmi religiosi ma anche ai pregiudizi politici e sociali e di esigere insieme all'"emancipazione intellettuale e morale" anche quella "materiale ed economica". La mozione Doizié che formulava questi principi passò e nel dare il loro assenso, con una dichiarazione di voto, gli anarchici ne rafforzarono il significato rivoluzionario, spiegando che per "pregiudizi politici" da combattere essi intendevano "la legge, il parlamentarismo ed ogni altra forma di autorità". Così venne votata una mozione pro vittime politiche, una contro le leggi antianarchiche in Francia, una pro rivoluzionari russi e pro rifugiati.
L'eretico