I nostri martiri

 

Francisco Ferrer y Guardia. (Alella, Barcellona, 1859 - Barcellona 1909), dopo aver partecipato al tentativo di insurrezione repubblicana del generale Villacampa (1886), andò in esilio in Francia, dove fu segretario di Ruiz Zorrilla (fino al 1895) e dove conobbe molti intellettuali e militanti libertari. Tornato in Spagna nel 1901 aprì una scuola laica di tendenza razionalista la Escuela moderna, che per il successo dei metodi pedagogici ebbe una notevole diffusione nella penisola iberica e all'estero, fondò una casa editrice, presso la quale pubblicò opere pedagogiche scritte in collaborazione con Elisée Reclus, e divenne uno dei leader del movimento anticlericale spagnolo. Nel settembre del 1904 Ferrer fu presente a Roma, in qualità di delegato delle associazioni anticlericali spagnole, al congresso internazionale del libero pensiero. Anche in Italia, sull'esempio dell'esperienza spagnola, si sviluppò un acceso dibattito sulla necessità di costituire delle scuole laiche e razionaliste e in alcuni casi, come a Clivio in provincia di Varese, si riuscì a costituire delle vere e proprie scuole alternative.

Soppressa dal Governo su sollecitazioni della Chiesa, la Escuela moderna emigrò di nuovo in Francia nel 1907 e si dedicò all'organizzazione della Lega internazionale per l'educazione razionale dell'infanzia, che ebbe propaggini anche in Italia. Rientrato in patria, fu considerato dal governo spagnolo come uno degli ispiratori del movimento rivoluzionario del luglio del 1909 a Barcellona (la cosiddetta "settimana tragica"), arrestato, condannato a morte e fucilato. La condanna di Ferrer suscitò proteste e violente manifestazioni in tutto il mondo. Anche l'Italia popolare e anticlericale scese in piazza, nel primo e unico caso di sciopero contro lo Stato spagnolo e la Santa Sede ritenuta la vera ispiratrice della sentenza capitale. In tutte le principali città del centro e nord Italia furono coinvolte da uno sciopero spontaneo e da grandi manifestazioni di piazza. Il 13 ottobre data di esecuzione di Ferrer fu inserita ben presto nel calendario "sovversivo" e numerosissime furono le pubblicazioni, opuscoli e numeri unici, dedicati al pedagogista spagnolo. In molte località furono inaugurati fra il 1910 e il 1914 monumenti e piazze in ricordo del "martire del libero pensiero". La revisione del processo a Ferrer, avvenuta nel 1911 riconobbe erronea la sentenza capitale.

L'eretico

 

 

 

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