FUORI GIOCO?

 

Dopo il riuscito incontro anticlericale del settembre scorso, organizzato a Treviso dal circolo Bertrand Russel, il convegno promosso dall’Associazione per lo Sbattezzo per il prossimo 21 aprile, a Pescara, sarà una nuova, importante, occasione di incontro dei gruppi e delle associazione oltre che degli individui che non abbandonano la lotta al potere clericale.

La presentazione della “Carta delle Libertà” contro il Trattamento Religioso Obbligatorio segnerà il rilancio di campagne di agitazione e denuncia dell’invadenza e dell’ingerenza che le gerarchie cattoliche esercitano nella vita sociale e civile del nostro paese.

In questo numero de “Il Peccato” illustriamo momenti dell’attività che si è svolta nello scorso anno nel confronto (forse impari) che ci ha visto nelle piazze romane e di altre città d’Italia contrastare l’”anno santo” dell’ostentazione di potenza della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Forse impari. Senz’altro impari nei mezzi. Noi con i pochi milioni raccolti dalle sottoscrizioni, dalla vendita dei libri, dei giornali, delle magliette. La Chiesa Cattolica con le migliaia di miliardi “generosamente” elargiti dai governi dell’Ulivo e all’uopo amministrati dal nuovo candidato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, CiccioBello Rutelli che dell’esperienza capitolina e del suo servilismo alle sottane vaticane conserva il prezioso nomignolo di “cagnolino”.

Oggi, nella campagna elettorale, le trasmissioni satirico-politiche della RAI alludono ad una libertà di pensiero e ad un’indipendenza di giudizio di cui non hanno certo dato mostra nell’anno giubilare e, soprattutto, negli anni precedenti. Come direbbe “che c’azzecca”: si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. Eppure, a sinistra, il mal di pancia per la sudditanza politica e culturale che i leader della sinistra mostrano di fronte alle gerarchie cattoliche ci ha lasciato ampi spazi di iniziativa e ha polarizzato attorno alle nostre iniziative simpatia e solidarietà. E’ quindi ovvio che, alla caccia dell’ultimo voto, i politici dell’Ulivo si ammantino di laicismo per poi, passate le elezioni, tornare ai mercanteggiamenti di sempre.

La destra polista rivendica la sua identità di forza politica e culturale aderente al magistero papale e con buona pace dei liberali che vi albergano, mette in campo anche le riserve dell’integralismo cattolico più impresentabili: da Milithia Christi (organizzazione dell’Insabato che ha bombardato il Manifesto) alla tristemente nota Verona Fedele che vede gli stragisti alle messe tradizionaliste.

Il vostro essere contro tutti, ci dice ogni tanto qualche amico libero pensatore, vi mette fuori gioco.

Infatti noi siamo fuori gioco. Fuori dal gioco e dalla commedia che vuole i laici occuparsi delle cose terrene e i chierici di quelle divine e tutti insieme a garantire l’autorità e la legge.

Non siamo invece fuori dal gioco delle lotte per la libertà e la giustizia sociale che ci vedono sempre in prima fila: dall’anticlericalismo (passando per le manifestazioni contro Radio Vaticana) alla lotta contro le politiche governative (di chiara ispirazione woytiliana) sulla scuola, alla denuncia degli scambi politici che nel terzo settore (vero business del volontariato cattolico) saldano ancora una volta laici e chierici.

Walter Siri

 

 

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