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LA “FAVOLA DI CRISTO”.
di Luigi Cascioli
Indice
1) La Bibbia.
2) Seconda entrata in Egitto.
3) Periodo dei Re.
4) Il Dio della Bibbia.
5) Gli Ebrei dopo l'invasione della Palestina del Nord.
6) Culto dei Misteri.
7) Rivolta dei Maccabei.
8) Situazione demografica della Palestina sotto l'occupazione romana.
9) Gli Esseni figli della Luce.
10) Rivoluzioni e guerre esseno-zelote.
11) Gli Esseni dopo il 70.
12) I Vangeli canonici.
13) Giovanni il Nazoreo.
14) Crocefissione.
L'ATEISMO ATTACCA
ILCRISTIANESIMO.
L'ateismo attacca il cristianesimo con una denuncia contro Gesù Cristo e la
chiesa cattolica la quale ha difeso un' impostura, basata su falsi documenti,
quali la Bibbia e i Vangeli, con la violenza dell' Inquisizione e il plagio
ottenuto con l'esorcismo, satana e altre superstizioni.
L'autore, dopo aver
dimostrato in maniera indiscutibile che i fatti presentati come veri e storici
dalle "Sacre Scritture" sono in realtà dei falsi, primi fra questi
quelli inerenti la figura di Gesù Cristo che è stata costruita sulla persona
di certo Giovanni di Gamala, figlio di Giuda, chiude il libro con una denuncia
- querela contro i ministri della chiesa cattolica per abuso della credulità
popolare (art. 661 C.P.) e per sostituzione di persona (art. 494 C.P.).
LA “FAVOLA DI CRISTO”.
(Dalla “Rubrica
Letteraria” dell’Unione degli Atei di Francia). atunion.free.fr
È la prima volta che
nella storia dell’uomo viene perseguita una religione in maniera diretta e
concreta in un processo che si concluderà con una sentenza riguardante reati
ben specifici e definiti, quali l’abuso della credulità popolare (art. 661
C.P) e a sostituzione di persona (art.494 C.P.).
La sentenza che, per le inconfutabili prove portate dall’accusa, si
pronuncerà certamente con una condanna contro i ministri della Chiesa
Cattolica quali “propalatori di fatti gabellati come veri “, mettendo al
bando i loro insegnamenti, determinerà, come è stato detto da molti che
hanno già letto “La Favola di Cristo”, l’inizio di quell’ era post
cristiana di cui tutte le persone di buona volontà ne hanno sollecitato
l’avvento.
Tutte le discussioni riguardanti l’esistenza di Gesù che, per una mancanza
di documentazione attendibile, si erano protratte per secoli in inconcludenti
diatribe tra credenti e oppositori per stabilire se in qualità di Dio egli
fosse un mito o una realtà e come uomo sia stato biondo o moro, sposato o
celibe, bello o brutto, sono state spazzate via dal libro “La Favola di
Cristo” con le sue prove inconfutabili della sua non esistenza.
La Favola di Cristo in realtà è un dossier contenente gli argomenti
necessari per istruire un processo penale contro la Chiesa Cattolica nelle
persone dei suoi ministri, è una seria raccolta di prove giuridiche
dimostranti che la figura di Gesù non è che il risultato di manipolazioni e
falsificazioni di documenti che in realtà si riferiscono a certo Giovanni di
Gamala, figlio di Giuda Zelota e nipote di Ezechia a sua volta discendente
diretto della stirpe degli Asmonei fondata da Simone, figlio di Mattatia il
Maccabeo.
Per giungere a questa conclusione, affinché non ci potessero essere ombre di
dubbio, l’autore ha eseguito una esegesi razionale e pratica non solo suoi
libri sacri ma anche si tutta una documentazione riguardante le religioni
pagane e i loro Culti dei Misteri dei quali il Cristianesimo risulta esserne
una perfetta riproduzione.
Per quanto questo libro possa essere disdegnato e condannato da chi della
menzogna ne ha fatto base della propria morale, le verità che in esso sono
contenute non potranno mai più essere annullate e cancellate dalla storia dal
momento che esse sono state ormai rivelate e divulgate attraverso gli
esemplari già distribuiti.
La divulgazione del libro, e questa è una sfida che l’autore lancia ai suoi
nemici, tra cui considera come peggiori gli ottusi, gl’ipocriti e
gl’indifferenti, anche se ha una grande importanza, non è comunque
determinante per lo scopo che egli si è prefisso di raggiungere perché,
nella realtà dei fatti, sarebbe bastato soltanto un libro per distruggere
l’impostura su cui si basa il Cristianesimo, cioè quello che costituisce il
dossier che sarà presentato al tribunale.
Se fino ad ora il propalare l’esistenza di Cristo, della Vergine Maria, di
Santo Giuseppe, degli apostoli Pietro e Paolo ecc. ecc. era stato permesso
dalla legge perché ritenuto un conforto per sostenere quella parte
irrazionale umana che ha bisogno di illusioni per sopperire alle proprie
deficienze (come l’affidarsi alla magia e agli oroscopi), ciò non sarà più
possibile farlo perché presto, molto presto, sarà considerato un reato
secondo gli articoli 661 e 449 del codice penale.
Di prove per ottenere la condanna ce ne sono a iosa, anche troppe, e la
denuncia (riportata in fondo al libro) è pronta...quindi, è soltanto
questione di tempo!
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