Associazione per lo Sbattezzo, sede di Roma:

 

Lettera morta per Valentino Parlato.

 

Egr. Sig.re,

forse una troppo angusta visione deterministica della storia, forse la tara dello stalinismo, che in cosi' breve volgere di tempo non si è ancor stemperata nelle linee consanguinee, certo il suo fondo pag. del Manifesto 2/6/1991 rivela chiaramente che il suo modo di ragionare e sentire, ben poca dimestichezza ha con la democrazia, non dico diretta o popolare, ma neppure quella più di facciata e superficiale. Il suo fondo tocca veramente il fondo, almeno i preti e la democrazia cristiana hanno la scusante di tifare per la propria fazione. La questione del Lotto X mille è una truffa per i credenti delle quattro confessioni presenti sul modulo e una prevaricazione razzista per tutti gli altri cittadini. Utilità dei preti e degli onorevoli voltagabbana a parte, evidentemente sono ancora molti i reazionari che hanno paura delle avventure senza ritorno, comunismo compreso. Che il Vaticano fosse realmente contrario alla guerra è ancora da dimostrare, prima ancora che si riunissero i vincitori, si è convocata la cupola per tirare conclusioni sui nuovi rapporti di forza tra le confessioni religiose nell'area mediorentale. Il fatto che lo stato ha deciso di reprimere chi si vuole suicidare con la tossicodipendenza ha lo stesso segno delle crociate antiaborto e del concordato. A chi vuole dare alla chiesa nessuno ha precluso la libertà d'azione, neppure lo stato sabaudo o le truppe napoleoniche, non si capisce quindi perché limitare la volontà di chi non vuole o vuole dare a qualcun altro. Quanto a pagare a poco prezzo i preti al suo servizio, si tratta qui veramente di post-leghismo di bassa lega, quando quelli verranno a cantare sotto le sue finestre "sior paron dalle belle braghe bianche" forse ci toccherà difendere la loro scelta sindacale, perché il loro padron non saremo certo noi, ma lei e quelli come lei. Quelli per i quali essere padroni del proprio destino è più importante nella vita eterna che in quella terrena.

Per quelli come lei, i quali credono che il progresso (se credono nel progresso) non sia il risultato di una facoltà e di una precisa volontà umana, bensì un accidente determinato dal caso o magari dalla grazia divina, la democrazia resta lettera morta.

Tommaso Aversa

Roma, 5/6/91.

 

PS a Lettera Morta per V.P.

Tantomeno consistente è il suo personalissimo "buon senso comune": chi glielo fa fare di stare per 20 anni dalla parte del torto per sostenere le stesse tesi del conformismo più abietto? Parlare tra sé e sé è solo un esercizio retorico, come le medioevali prediche a braccio tra il pulpito o l'ambone, per fare catenaccio contro ogni vera alternativa. Liberi di dare se volete, anche tutte le Vs sostanze a chi volete, ma non di alzare polvere per far credere che vi sia un dibattito in corso dove c'è solo ottenebrazione emotiva e mentale.