PERMETTIAMOCI UN'OBIEZIONE!
Abbiamo sempre criticato con forza il sistema di Finanziamento pubblico alle Religioni (da noi soprannominato Tassa di Religione), figlio del "Nuovo Concordato", basato sulla destinazione dell'Otto per mille delle Imposte sulle Persone Fisiche alle Religioni che sono riconosciute dallo Stato tramite apposite "Intese" e la deducibilità dal reddito di somme erogate a favore di particolari enti religiosi.
In passato, a differenza di varie realtà del mondo laico, non ci siamo dedicati a pubblicizzare la scelta per la casella "Stato" sul Mod. 740 (anzichè per le tre "Chiese" che concorrevano alla spartizione del bottino) bensì abbiamo invitato ad operare in maniera diretta e concreta contro questo "infernale" meccanismo, tramite l'Obiezione fiscale.
Le ultime novità in campo fiscale non agevolano il percorso per coloro che intendono portare avanti questa lotta. I provvedimenti presi infatti da un lato (forse) semplificano qualche adempimento fiscale ma dall'altro sembrano fatti apposta per portare vantaggi alla Chiesa.
Esempio: non è più obbligatorio presentare il Mod. 101 (per coloro che hanno esclusivamente un reddito da lavoro dipendente o pensione), a meno di volerlo presentare esclusivamente per poter esprimere la "scelta" per la destinazione dell'otto per mille. E' evidente che coloro che presenteranno il modello saranno proprio quelli "convinti" dai pulpiti e dal messaggio pubblicitario- religioso. Sarà un caso ma dai dati dello "spoglio" delle opzioni nei primi anni di funzionamento del sistema emergeva che la percentuale più bassa delle opzioni per la Chiesa Cattolica veniva dai Mod. 101 dei lavoratori dipendenti.
Quest'anno c'è poi la "novità" dei CAAF. Sono questi Centri infatti che dovrebbero determinare l'Imposta attraverso il "nuovo" Mod. 730 e comunicare ai datori di lavoro la situazione a debito o credito verso il Fisco per provvedere celermente alla liquidazione. Pertanto la stragrande maggioranza dei contribuenti opterà probabilmente per questo sistema (che comunque non sopprime il vecchio Mod. 740). La compilazione è comunque complicata e la maggioranza dei contribuenti preferirà farla eseguire dagli operatori dei CAAF (spendendo soldi), con buona pace per la segretezza dell'opzione. E' il CAAF che esegue, sulla base dei dati della dichiarazione, il calcolo finale dell'Imposta, per cui la possibilità di operare l'Obiezione Fiscale viene drasticamente ridotta.
Quello che è ancora possibile fare è l'intervento sugli oneri deducibili (Quadro E del Mod. 730).
Tra altre cose, è attualmente possibile detrarre dal reddito i contributi fatti a particolari Enti Religiosi (fino a 7.500.000 per le Comunità Ebraiche, fino a 2.000.000 per l'Ente Centrale di Sostentamento al Clero Cattolico). Chi intende contestare il meccanismo che riconosce questi privilegi ai versamenti fatti solo ad alcune Istituzioni Religiose può inserire al rigo E13 o E15 i contributi fatti agli Enti/Associazioni che riterrà più opportuni.
Naturalmente va allegata la ricevuta del versamento (secondo la legge, dell'anno di competenza della dichiarazione) e scrivendo sinteticamente, come causale del versamento, la motivazione di questa scelta.
Esempio: coloro che ritengono l'Associazione per lo Sbattezzo "meritevole" ai fini di una battaglia per la libertà religiosa dovranno conservare la ricevuta dei versamenti fatti sul conto corrente postale ed inserirli poi, come contributo deducibile, nel prossimo Mod. 730.
Per coloro che continuano a compilare il Mod. 740 rimangono valide le indicazioni contenute nell'Inserto al Peccato n. 3 sulle diverse possibilità di obiezione. Ugualmente validi sono i testi dei diversi tipi di dichiarazione di Obiezione fiscale e ricorsi contenuti nello stesso inserto.
Purtroppo la materia degli adempimenti fiscali è in continua evoluzione, l'Associazione conta comunque di pubblicare entro quest'anno un manuale sull'Obiezione Fiscale alla Tassa di Religione.
Per ulteriori informazioni scrivete, telefonate o faxate al recapito dell'Associazione.