LA TASSA DI RELIGIONE MIETE NUOVE VITTIME.

 

Dopo una discussione durata anni, la Tavola Valdese, che si era divisa in due schieramenti contrapposti, ha infine scelto di utilizzare il meccanismo di finanziamento pubblico delle Religioni (con la conseguente Intesa).

Dal 1994 i contribuenti troveranno una bocca in pi da sfamare.

Ma non è certo aumentando il numero delle opzioni che si rende accettabile un meccanismo creato ad arte per continuare a finanziare (lautamente) la Chiesa Cattolica, non si risolve il problema dei privilegi a favore della Chiesa.

Il finanziamento di una Comunità Religiosa dovrebbe essere una questione individuale e privata SENZA il tramite dello Stato.

Ma la tentazione di vedersi riconoscere come "Religioni Ufficiali" privilegiate dallo Stato è troppo grande. E così anche altre confessioni religiose hanno iniziato le processioni e la questua: sono in corso trattative con Luterani e Battisti, hanno fatto richiesta di concludere "Intese" l'Unione Buddista Italiana e l'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia. Tra le richieste di quest'ultima ci sono altri emblematici riconoscimenti e privilegi: riconoscimento del Venerdì come giorno di culto, Scuole Islamiche, riconoscimento di matrimonio ed altri riti, assistenza religiosa negli ospedali (e forse anche nelle caserme per i nuovi Pasdaran), possibilità per le musulmane di dotarsi di documenti di riconoscimento con foto ove il capo è coperto da Chador.

Chissè che un giorno non richieda di aderire al meccanismo di finanziamento delle Religione anche la setta dei Davidiani con lo scopo di fornire contributi assistenziali (magari in armi automatiche) alle "fattorie-fortino modello" americane.

Già si parla del rischio di libanesizzazione (o meglio di jugoslavizzazione) della nostra società che da laica e aconfessionale passerà dalla spartizione oltre che territoriale (teorizzata dalla Lega) a quella religiosa.

Certo è che nel "cuore" del mondo cristiano i privilegi maggiori rimarranno alla Chiesa Cattolica, ma per legittimare in maniera "moderna" e democratica i privilegi politici, economici e legislativi della Chiesa Cattolica verranno riconosciuti privilegi ad iosa anche ad altre confessioni.

Possiamo capire la sete di Wojtyla di vedere riunite ad Assisi, sotto il suo sottanone, tutte le confessioni religiose del mondo, e le lotte tra "bibbie" (dalle più sanguinose alle più fantasiose) per spartirsi il numero dei fedeli.

Riteniamo sia giusto, ora più che mai, combattere ed abolire i Concordati e le Intese tra religioni e lo Stato.

La scelta religiosa deve rimanere un fatto individuale e non un AFFARE DI STATO.

Il meccanismo dell'Otto per mille ha poi fatto da battistrada ad un nuovo abnorme utilizzo delle Imposte dei cittadini italiani: il finanziamento dei partiti politici.

Il progetto di modifica del meccanismo di finanziamento pubblico prevede l'Istituzione del "Quattro per mille" un nuovo storno di parte delle imposte, circa 450 miliardi, questa volta a favore del sistema dei partiti (come se Tangentopoli non avesse dimostrato la fame illimitata di un certo ceto politico e con buona pace di chi pensava di abolire il finanziamento pubblico semplicemente con un referendum). Questo meccanismo (insieme ai rimborsi elettorali che non vengono aboliti) raddoppierebbe in pratica la somma che annualmente viene destinata ai Partiti Politici. Se approvato, questo Disegno di Legge non farebbe che evidenziare ancor di più i "difetti" insiti nel meccanismo dell'Otto per mille per le Religioni:

- Non abolizione della struttura di "Finanziamento Pubblico";

- Abolizione della riservatezza in materia di opinioni politiche e religiose.

Anche la creazione di un "Fondo per la Democrazia" (quasi equivalente all'opzione per lo Stato nell'Otto per mille) non risolverebbe i problemi: ripartire proporzionalmente (e perchè non uninominalmente) le somme in base ai voti elettorali ricevuti non ci sembra una conquista o soluzione. Come per la Tassa di Religione: Cambiare tutto per non cambiare nulla.

BASTA CON LE TASSE PER LE RELIGIONI E PER I PARTITI.