GUIDO TASSINARI
La scomparsa di Guido Tassinari, morto a Milano agli inizi dell'ottobre 1993, all'età di 65 anni, è stata ricordata dalla stampa quasi unicamente in riferimento all'impegno da lui profuso in favore dell'eutanasia. In realtà, la sua presenza nella vita sociale e politica italiana si è caratterizzata per l'attivo impegno in varie battaglie civili, complessivamente rivolte al superamento della legislazione repressiva sui temi del divorzio, dell'aborto, della sterilizzazione. Ricordiamo il suo impegno in "ABC", nell'Associazione italiana per l'educazione demografica e nell'Associazione italiana per la sterilizzazione volontaria.
Tassinari, militante radicale di vecchia data, si rifaceva al laicismo di Gaetano Salvemini e di Ernesto Rossi. Egli si è sempre battuto per il superamento delle discriminazioni, sia nel campo dei costumi (ad es. dando voce, negli anni Sessanta, ai problemi degli omosessuali) sia a livello religioso (contestando i privilegi concessi dallo Stato alla Chiesa cattolica).
Condannato per "omicidio di consenziente" in quanto ritenuto coinvolto nella morte di un suicida, avvenuta nel 1989, si recò in Germania per evitare la carcerazione preventiva e qui per una grave caduta versò a lungo in gravi condizioni di salute. Quell'incidente lo lasciò per sempre prostrato nel fisico, con serie difficoltà a riprendere il pieno possesso delle sue doti caratteristiche: serrata dialettica, capacità oratorie, concentrazione nello studio e nella riflessione. Abituato ad un'attività infervorata e a ritmi intensi, soffriva nel trovarsi parzialmente impedito ad esprimersi come in passato.
A dispetto del persistente cattivostato di salute, Tassinari si è costantemente sforzato di essere presente nei luoghi dove i compagni si ritrovavano: ai congressi radicali di Roma e, soprattutto, all'annuale meeting anticlericale di Fano, che ha avuto in lui uno degli animatori.
In questi ultimi anni gli pesava il distacco che gradualmente lo aveva diviso da molti che negli anni delle grandi battaglie civili si erano battuti con lui, e che poi aveva gradualmente perso di vista.
Ora Guido se n'è andato. Senza rumore, in silenzio e con discrezione, secondo il suo stile.
L'Associazione per lo Sbattezzo, che aveva il lui uno dei soci fondatori, invita quanti vogliano contribuire ad una sua biografia ad inviare ricordi e materiale.