La croce e la spada.
Dossier sull'integralismo cattolico a Verona.
Qualcuno potrebbe chiedersi con ragione il motivo che ci spinge ad occuparci di alcuni gruppuscoli di fanatici religiosi che producono chili di materiale cartaceo delirante buono solo per le pagine di "Cuore".
In effetti, nella storia del panorama veronese ha contato e conta infinitamente di più l'influenza della vasta cultura cattolica "media" e dei centri di potere come la Curia, l'Opus Dei, ecc.
La risposta sta a livello soggettivo nella necessità di attrezzarsi contro attacchi diretti di questi gruppi anche nei nostri confronti e, a livello più generale, in una fondamentale novità: dall'Autunno del 1994 i gruppi tradizionalisti hanno trovato nell'amministrazione comunale della nostra città una valida cinghia di trasmissione per i loro contenuti, il "salto di qualità" consiste infatti nel passaggio da una possibilità di intervento puramente culturale (volantini, lettere ai giornali, conferenze, messe con rito romano ...) a una più ampia capacità di intervento politico attraverso la costruzione di nuove alleanze "altolocate".
La loro pericolosità dal punto di vista culturale rimane comunque inalterata e consiste in primo luogo nel dar voce e quindi legittimità a pregiudizi diffusi e a timori latenti fabbricando tutta una serie di capri espiatori (dall'Islam a satana, dal Rock alla pornografia) su cui scagliare le proprie invettive. I meccanismi sono quelli -coscienti o meno- dell'appello alla militanza attraverso la logica dell'emergenzae di un 'corpus' di analisi semplicistiche quando non puramente fideistiche e irreali.
Novelli inquisitori, indicano il verbo e incitano alla crociata additando agli untori: dai "cristomarxisti" ai gay e alle lesbiche, dagli immigrati agli anarchici ecc.
A questo livello può essere di consolazione il constatare che si mettono in parte da soli i bastoni fra le ruote attraverso il rigido dogmatismo premoderno delle loro aspirazioni. Bisogna sottolineare d'altronde la novità (almeno nel panorama locale) dell'approccio "militante" nonché la possibilità di diffusione della loro influenza in alcune parrocchie (magari di Provincia) e la più generale domanda di identità forti e semplicistiche in questo periodo di transizione dove sembrano venute meno alcune tradizionali "certezze collettive" (la fine del sistema dei blocchi, la fine dell'Era DC-PSI,...) in un contesto in cui è sempre più spinta l'atomizzazione sociale prodotta dalla società dei consumi e della comunicazione di massa.
Al di là di questo aspetto, comunque fondamentale, la novità è lo spazio politico che questi gruppi sono riusciti a ritagliarsi in città.
Su alcune questioni (immigrazione e omosessualità in particolare) gli integralisti cattolici hanno avuto la funzione di "avanguardia intellettuale" delle destre al governo: in seguito ad alcune loro campagne sono stati varati provvedimenti diretti o prese di posizione di carattere apertamente reazionario come la chiusura dell'ufficio immigrati (gestito da CGIL, CISL e UIL) e il "documento Padovani" riguardo alle politiche sulla famiglia.
Il rapporto integralisti-destre è risultato infine palese quando, di fronte all'interessamento della magistratura per l'ipotesi di violazione del decreto Mancino sul razzismo, alcuni dei maggiori esponenti delle destre locali (AN, Lega, CCD,...) con a capo il deputato fascista Nicola Pasetto hanno tenuto a battesimo la nascita del "Comitato per la difesa dei cattolici dalle persecuzioni della magistratura rossa", che riunisce tutti i capi dell'integralismo cattolico veronese.
Questo ci sembra l'aspetto più preoccupante emerso negli ultimi mesi, senza dimenticare la possibilità che la propaganda integralista possa sfociare direttamente o indirettamente in atti di aperta violenza contro gli obiettivi indicati o contro i soggetti meno garantiti come, ad esempio gli immigrati clandestini. Le minacce di morte a Carlo Melegari, direttore del Centro Studi Immigrazione, ne sono un possibile sintomo.
Come si evolveranno le cose? L'influenza degli integralisti cattolici si amplierà o si dimostrerà un fuoco di paglia? Perché le destre al governo della città hanno preferito un rapporto diretto con questi folkloristici -ma marginali- personaggi piuttosto che con i centri del potere cattolico locali?
Al momento non abbiamo i mezzi necessari per poter dare una risposta plausibile. Comunque, non ne dubitiamo, non bisogna sottovalutare la questione: l'esempio statunitense, dove le recenti vittorie repubblicane dipendono in parte dall'attivismo di un integralismo cattolico sempre più aggressivo (dai telepredicatori, ai "comitati per la moralità", alle milizie armate antiabortiste) è sotto i nostri occhi, come pure l'emergere di pruriti integralisti in un'ampia fetta della Chiesa sotto l'egida della politica retriva e autoritaria di Papa Giovanni Paolo II. (...).
Centro culturale di documentazione anarchica
La pecora nera. Verona.