Col prete... in due staffe.

 

Il 26 settembre '95 il Resto del Carlino di Pesaro ha pubblicato ben in evidenza un articolo intitolato "La guerra dei preti" ove Roberto Pantanelli tesse gli elogi del clero bonaccione e "popolare". Ci ha molto divertito lo spunto dal quale parte l'anti-storicista: il meeting anticlericale ed il concetto di anticlericalismo.

Pantanelli infatti, inizia coi suoi propositi "minimizzanti" proprio dal meeting, dicendo che questo si sarebbe svolto per "la terza e quarta volta a Fano". Già da qui si vede come la sua foga riduzionista distorca i fatti: quella di quest'anno era la dodicesima edizione fanese del meeting anticlericale.

Passando a cose più serie, vorremmo precisare che Pantanelli sbaglia a fornirci come sua scoperta personale il fatto che l'anticlericalismo sia un movimento politico e che possa anche essere praticato da persone religiose. Noi l'abbiamo sempre affermato fin dall'inizio delle nostre battaglie contro i privilegi dell'insegnamento della religione nella scuola pubblica, sin dalla informazione fatta contro l'otto per mille e per l'abrogazione del Nuovo Concordato. Anche i credenti spesso sono avversi al potere temporale della Chiesa. Ciò senza nulla togliere alla dignità del pensiero agnostico ed ateo.

Vorremmo anche "schierarci" contro il modo di raccontare la storia proprio di Montanelli, o Pantanelli: come suggerivamo, si tratta di un modo di raccontare che racchiude tutto in un lieto quadretto, ove il clero, col piede in due staffe, può continuare a recitare il ruolo di alleato dei potenti e contemporaneamente quello di servitore del popolo angariato.

Pantanelli racconta di un processo del 1922 ove la vittima, Don Gaetano Betti, recita il ruolo del benevolo prete martire, ed i colpevoli (i "miscredenti" pacifisti) vengono perdonati. Noi, signor Pantanelli, non siamo contro il riconoscimento del valore dei preti ribelli al fascismo, da Roma città aperta in giù...pero' non vorremmo che lei, alla maniera di Montanelli, volesse con ciò diluire (o lasciar correre) la realtà del molto più massiccio e tragico coinvolgimento della Chiesa e dei suoi "militi" con il fascismo ed il nazismo. A tale proposito consigliamo la lettura di "Padre Gemelli per la guerra" (edizioni La Fiaccola), di "Il riarmo dello spirito. I cappellani militari durante la seconda guerra mondiale" (edizioni Pagus), di "I nazisti e la chiesa" (edizioni Il Saggiatore), di "Stellette, croce e fascio littorio" (edizioni F.Angeli).

E' vero che ora va di moda "riciclare" vecchie ideologie, cancellare ricordi sgradevoli dalla memoria, chiedere perdono postumo ai perseguitati (ricordiamo Galileo Galilei e le donne come due recenti soggetti "riabilitati", chissà come poi, dalla Chiesa), ma andiamoci piano col sostituire alla storia studiata dagli storici i raccontini edificanti della domenica, o, in questo caso, del martedì!

A proposito...avrà cambiato idea quel parroco del nostro entroterra che in periodo elettorale distribuì il suo giornalino inneggiante al cavalier Berlusconi?

 

 

Circolo culturale N.Papini,

 

 

Fano, 27 Settembre 1995.