Chiesa e tangentopoli.

 

Ogni anno che passa è sempre più evidente il totale coinvolgimento della chiesa cattolica negli scandali di tangentopoli.

Nella prima metà del 1994 fu arrestato addirittura il fratello del cardinale segretario di stato Sodano, il presidente della fondazione pontificia "Centesimus Annus" Mazzotta e un ex presidente nazionale dell'Unitalsi.

Successivamente vari alti papaveri cattolici sono finiti sotto il tiro della magistratura: il vescovo di Moreale (PA) è stato interrogato in tribunale per ben otto ore per fatti di tangenti, il vicepresidente della potentissima fondazione san Romanello del Monte Tabor e il suo direttore amministrativo sono stati arrestati per una tangente pagata a finanzieri corrotti. L'abitazione di Caserta dell'ex arcivescovo di Cochabamba (Bolivia) G.Maria Vuolo-Prata è stata perquisita per lo scandalo della cooperazione col terzo mondo. Il vescovo di Reggio Emilia, monsignor Gibertini, aveva ricevuto in dono nel '92 una Fiat Croma da un politico democristiano corrotto e da un imprenditore piacentino suo complice: dopo lo scoppio dello scandalo sui giornali sia locali che nazionali il vescovo ha dichiarato che intende "da questo momento privarsi dell'automobile".

Cinque sacerdoti comaschi, di cui quattro del collegio intitolato al cardinale Gallio, sono stati sentiti dalla magistratura per gravi irregolarità negli appalti connessi alla ristrutturazione di collegi e canoniche. Così inizia l'articolo del quotidiano "Il Giorno" a commento del fattaccio: "Anche i preti versano mazzette, o quantomeno pagano in nero evitando fatture e IVA".

Uno degli inquisiti della tangentopoli milanese è Enzo Viganò, consulente finanziario della curia retta dal cardinal Martini: nel febbraio '95 la guardia di finanza ha acquisito carte dell'Istituto diocesano del clero che era in stretti rapporti economici con il citato tangentomane. Il quotidiano "La Repubblica" titola "Il pool indaga sulla curia, si sospetta una tangente da 150 milioni".

Il cardinale Oddi, pur non venendo coinvolto direttamente in alcuno scandalo, si è però tradito rilasciando una incauta intervista al Corriere della Sera in cui magnifica le lodi del (successivamente) plurinquisito Silvio Berlusconi.

Nel Marzo di quest'anno entrano nel mirino della magistratura ben 150 preti siciliani coinvolti in una maxi inchiesta per truffa ai danni della Regione Sicilia inerente a tangenti sui contributi regionali per l'acquisto di arredi sacri.

L'atteggiamento reticente e connivente con i tangentomani dei vertici clericali italiani suscita in aprile un polemico intervento della magistratura milanese: "siamo stati snobbati dalle alte gerarchie ecclesiastiche". Ciò è la pura verità perché la Chiesa cattolica, dopo 50 anni di totale omertà e complicità con la DC e le sue infinite ruberie, non poteva sganciarsene. Del resto la chiesa cattolica è sempre stata storicamente coinvolta in fatti illeciti simili in Italia e all'estero in diverse epoche storiche e nessun prete, vescovo o cardinale ha mai capeggiato alcuna rivolta, anche solo morale, contro il malgoverno e la corruzione pubblica.

Dietro le impenetrabili mura vaticane giacciono sicuramente importantissimi documenti inerenti a Tangentopoli ma la curia pontificia ovviamente si guarda bene dal darli ai giudici, alla faccia delle prediche sull'onestà che i preti ipocriti ogni giorno ci propinano.

 

Pierino Marazzani