LA TASSA DI RELIGIONE COLPISCE ANCORA

Il finanziamento pubblico alla Chiesa Cattolica, per quanto riguarda l'otto per mille del gettito Irpef e la deducibilità delle "libere" offerte destinate alla CEI, è regolato dalla legge 222 dell'85.

Considerando che non è cosa facile calcolare l'intero ammontare di queste cifre, lo stato negli anni '90, '91 e '92 ha versato al Vaticano un acconto di 406 miliardi per anno (conguagliati successivamente); nel '93 - 586 miliardi (sugli 841 spettanti se il calcolo fosse fatto sulle opzioni dello stesso anno ); nel '94 - 702 miliardi ( sui 984 spettanti ); nel '95 - 870 miliardi ( sui mille spettanti ); nel '96 - 935 miliardi. Gli aumenti indicati non derivano da aumenti di "preferenze" per la chiesa cattolica (sostanzialmente invariati) ma dall'aumento della pressione fiscale sugli italiani.

A ciò si aggiungono le somme raccolte con le offerte deducibili, che risultano nell'89 siano state 25 miliardi, nel '90 - 40 miliardi , nel '91 - 41 miliardi, nel '92 - 45 miliardi, nel '93 - 43 miliardi, nel '94 e '95- 46 miliardi.

I finanziamenti pubblici non si esauriscono qui: per esempio 1100 miliardi è il costo degli stipendi per gli insegnanti di religione cattolica nelle scuole statali. L'INPS continua a pagare pensioni a religiosi nonostante che il fondo per il clero sia vertiginosamente in deficit. Alla chiesa cattolica arrivano, per opere edilizie religiose, parte degli oneri di urbanizzazione.

Le scuole dell'infanzia e dell'obbligo private cioè cattoliche percepiscono vere e proprie elargizioni gratuite e spesso irregolari, in quanto anticostituzionali, da parte di comuni e provincie in percentuali differenti da città a città ( per esempio nella provincia di Reggio Emilia nel '96 sono stati stanziati ben 2 miliardi 390 milioni! ).

Agli istituti superiori e alle università non statali sono stati elargiti, in passato, oltre cento miliardi l'anno che diventeranno prossimamente oltre 250 (come previsto dalla legge finanziaria '98).

Il governo poi, visti gli impegni formali che ha preso riguardo al disegno di legge sulla "parità" fra scuola pubblica e privata, è ormai pronto ad altri atti di generosità.

Oltre ai finanziamenti veri e propri vi sono, poi, quelli indiretti, cioè tutta quella serie di non-tasse (per esempio sugli immobili) che la chiesa non paga allo stato: giuridicamente il clero non è formato da cittadini tassabili.

Vi sono poi tutti gli stanziamenti per gli eventi straordinari, per citare solo gli ultimi: il congresso eucaristico del settembre '97 a Bologna, l'ostensione della sacra sindone del maggio '98 a Torino, il giubileo del 2000.

La religione cattolica è ancora, di fatto, religione di stato e non libera espressione di culto di un gruppo di cittadini; e questo fa sì che quei pochi cittadini (perché non è assolutamente vero che numericamente rappresentino la maggioranza) e i loro prelati si arroghino il diritto di considerarsi "la maggioranza" che annulla ogni minoranza culturale.

I privilegi economici non sono che l'aspetto più visibile -anche se poco conosciuto- del potere ecclesiastico sullo stato.

In realtà, questa supremazia economica serve a mantenere e a controllare il potere politico e culturale.

Non è un caso che alle spalle di qualsiasi associazione di volontariato, di opere umanitarie, di impegno sociale (cooperative comprese) vi sia qualche insigne rappresentante del clero, come non è un caso che nessun partito politico metta in discussione questo stato di cose.

Il monopolio culturale dei cattolici è talmente evidente da diventare del tutto normale agli occhi di chi non abbia un minimo di visione critica: basta leggere i testi scolastici, i cataloghi di molte case editrici, i palinsesti delle reti televisive e radiofoniche, i programmi culturali dei comuni ecc.

La cultura italiana è farcita di cattolicesimo, fino all'esasperazione, tanto da non stupire più... in tempo di nuovi misticismi, new age, fughe di ogni tipo, la chiesa ora sfrutta ogni mezzo per recuperare quel terreno che forse temeva di perdere e come in tempi passati farciva di cattolicesimo i riti pagani, ora soffoca le culture diverse con interpretazioni bibliche e false.

Questo grande sfoggio di arroganza lo si nota ovviamente anche leggendo i quotidiani.

Per il Vaticano ogni scusa è buona per finire sulle prime pagine e così, con uno zelo incredibile, "sforna" documenti su ogni argomento: bioetica, medicina, teorie darwiniane, famiglia, contraccezione, immigrazione, "deviazioni" sessuali, educazione, e, a scadenza quasi regolare, il papa ringrazia le donne definite ultimamente in occasione della via crucis "donne coraggio della storia" per il ruolo che svolgono nella società: forse ha una gran paura che le donne smettano di stare zitte e di farsi sfruttare.

La gran moda sono ormai i pentimenti: per le proprie responsabilità dei crimini dell'inquisizione, per l'olocausto, per il giudizio negativo e secolare nei confronti degli ebrei ecc.... è troppo presto perché si pentano di aver finanziato gli armamenti croati nell'ultimo conflitto dell'ex Jugoslavia?

L'avvicinarsi del giubileo serve ad intascare quattrini a non finire e a gettare un velo di purificazione sui peccati di tutti i cattolici e sugli "errori" della storia.

A sfruttare questo momento propizio per il proprio pentimento sono anche i cosiddetti "brigatisti rossi irriducibili": Panizzari e Padula hanno prodotto un CD rom pro-giubileo come guida per alcune delle maggiori basiliche romane!

Come anticlericali non ci stupiamo più di nulla, ma continuiamo a mantenere la nostra sana dignità di peccatrici e peccatori!

Chiara

 

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