Quando questa prestigiosa pubblicazione ci ha chiesto di poter pubblicare la storia dei Meetings anticlero, ci siamo chiesti se farla a puntate. Infatti la storia lunga, sono dieci anni che lavoriamo, il 1993 sarà l'anno del Decimo Meeting anticlericale, e nel frattempo stiamo facendo parecchie altre cose.

Dieci anni fa la maggior parte di noi del "Circolo Papini" non immaginava che impegnarci a dire la nostra sul Vaticano e sulla sua politica avesse aperto una tal fogna: e per fogna intendo tutti i problemi che, col nostro anticlericalismo, abbiamo tirato fuori.

Coi Meetings abbiamo aperto una specie di enorme burrone-problema che è: "come è possibile che alle soglie dello stramaledetto Duemila esista ancora chi crede che non essere cattolico sia un difetto, e si comporta di conseguenza?". Dall'antifemminismo, alla benedizione delle "guerre giuste", all'ora di religione cattolica, ai ricevimenti con Capi di Stato e dittatori, alla condanna della musica Rock, la Chiesa cattolica ferve di attività anti libertà di pensiero. E non solo: non c'è solo l'integralismo cattolico nel mondo, ma anche quello musulmano (vedi legge del Taglione e Chador alle donne) e quello di tante demenziali Sette religiose.

Per parlare di tutto questo, e dare voce a tutti quelli come noi che non credono alle cicogne (e nemmeno gli sparano!), abbiamo fatto e continuiamo a fare i Meetings. Ma non solo: durante ogni anno, ci giungono centinaia di lettere, proposte di attività ecc., stampiamo materiale ("Traffico", il bollettino dei Meetings, e "Il Peccato", periodico della Associazione per lo Sbattezzo), ogni anno stampiamo circa 30.000 copie. Abbiamo un archivio/libreria, che raccoglie materiale di documentazione indispensabile per capire cosa succede e contro-informare sulle tante ingiustizie, persecuzioni, censure ecc. che, chi ha la D come Dio - D come Denaro stampata in fronte, commette nei confronti di chi non ce l'ha.

I Meetings anticlericali sono l'espressione di tanti compagni che durante l'anno si impegnano in tante altre attività (chi sul lavoro, chi nel sociale, chi con l'arte ecc.), e che hanno deciso di non "contestare" con le solite lagne i pregiudizi dei clericali (Vaticano, Dc, Cl e compagnia bella), ma di impegnarsi seriamente coi Meetings e con l'Associazione per lo Sbattezzo per mettere a confronto gente da tutt'Italia su basi serie e allargando il dibattito, documentandolo, unendoci anche il momento di espressione artistica e la festa. Durante questi anni milgiaia di persone sono venute a Fano per questo, scambiandosi conoscenze, e non per "bestemmiare" come tanto hanno cercato di far credere quei politici fanesi che avrebbero voluto chiuderci per sempre la bocca.

NEL 1984 Papa Wojtyla è venuto a Fano. La Giunta ha speso quasi un miliardo per le cerimonie e per "spolverare" la città. Noi e altri compagni fanesi abbiamo creato la "Zona Dewojtylizzata" e distribuito il famoso adesivo "Papa Wojtyla? No, grazie". E non si trattava di una semplice e solita manifestazione: avevamo preparato una grande mostra che spiegava perché ritenevamo che questo Papa fosse un dittatore della politica oltre che della religione, e perché pensavamo che tutti i suoi viaggi fossero solamente una macabra operazione pubblicitaria per la Chiesa. Quelli erano gli anni in cui, spacciandosi per "difensore dei deboli" (e in realtà la Chiesa spende ben poco di quello che possiede per i "deboli"!) Papa Wojtyla abbracciava il sanguinario dittatore chileno Pinochet (e i Desaparecidos?).

Negli anni seguenti, col 2° e 3° Meeting, i nostri discorsi e le nostre mostre, i nostri spettacoli ed il nostro Menù eretico hanno cominciato a dare fastidio ai politici DC e ai clericali fanesi, che (come se non bastasse la faticaccia che facevamo) hanno iniziato col mandarci addosso la Polizia (ma mica eravamo dei gangsters!) e a farci delle storie per concederci i permessi di usare (come è diritto di tutti i cittadini) le strutture e quello schifo di spazi pubblici che ci sono a Fano.

Nel 1988 i DC decidono di darci addosso per mazzarci una volta per tutte: ormai eravamo conosciuti in tutt'Italia, loro, così "civili" e "tolleranti" non lo potevano proprio sopportare. Soprattutto perchè togliergli di dosso quell'aureola verniciata di santità "cattolica", era per loro una vera scocciatura. Noi infatti facevamo dibattiti su Chiesa e Finanza (avete in mente il Cardinal Marcinkus, Gelli e Calvi?), su Cattolici e Politica (avete in mente i Vescovi che dicono che i cattolici devono votare tutti DC?), discutevamo di sessualità, facevamo mostre, ospitavamo gruppi musicali di ogni genere (dagli Infezione ai Lonely Boys alle Officine Schwartz...). Inoltre la nostra era una dimostrazione che non solo si potevano autogestire gli spazi, ma che si poteva uscire dai ghetti e chiamare in questi spazi gente di varie età e di varia provenienza. Però, cosa succede? Succede che tra i ragazzi presenti ad un Meeting si intrufolano dei Nazi, e dei tipi violenti, che creano una specie di mini-rissa sul lungomare fanese. Quel fatto, del quale noi avevamo nessuna responsabilità, più altre cazzate inventate appositamente dai DC, diventano la scusa per farci il 'processo' o meglio il linciaggio (e pensate che con tutte le denunce per "vilipendio" alla religione, non sono mai riusciti a dimostrare un bel niente). Pur non essendo più la religione cattolica 'religione di Stato', e pur non avendo noi commesso dei reati o rovinato strutture pubbliche, la DC impone al PDS, in Giunta, di non concederci più spazi per attività anticlericali. UNA CITTA' MUTA E CIECA, ecco cosa vorrebbero questi politici che parlano a nome della "maggioranza silenziosa". E così nel 1990 siamo costretti a fare il Meeting letteralmente in mezzo alla strada: non hanno nessun motivo valido, ma ci mandano dietro decine di poliziotti e ci impediscono di usare per il meeting qualsiasi spazio pubblico! Tutto perchè, per governare Fano e fare i loro affari, si sono accordati come il Vescovo e i DC meglio desiderano: noi fuori dalle palle e con la bocca incerottata.

Però, naturalmente, noi non ci arrendiamo. Eh, e dire che tutti i benpensanti lo speravano: ma noi non siamo il "diavolo", non siamo "delinquenti" ne' "pazzi", e qualsiasi cosa noi si sia, abbiamo il diritto di parlare e usare gli spazi pubblici. Lottiamo, e riusciamo a riconquistarci i nostri diritti. L'ottavo meeting anticlericale del 1991 si fa, e si fa al Bastione Sangallo e nella Sala del consiglio Comunale.

Poi, c'è la storia del Nono Meeting del '92, ci sono i progetti del Meeting del '93, e le attivit editoriali che stiamo portando avanti. Siamo riusciti a creare delle situazioni completamente autogestite, abbiamo avuto dalla nostra quei compagni che sono capaci di FARE le cose (abbiamo sempre gestito tutto da soli, dalla cucina agli impianti, spesso mettendoci di persona ore e giorni di lavoro). Abbiamo dimostrato a noi stessi che si possono fare le cose bene, e sempre meglio, se si lavora su basi libertarie e concrete, se si è informati, se si accetta il dibattito: questo è il nostro anticlericalismo, fare dibattito per far crescere la libertà di pensiero e di espressione, in un epoca dove ci sono tante oscenità politiche e sociali, che il più modesto fumetto splatter è niente in confronto (sarà per questo che nel 1991 abbiamo scritto a Bonelli e abbiamo usato un suo fumetto, Dylan Dog, per una storia anticlericale dove Andreotti era un fantasma dai lunghi artigli).