OTTO PER MILLE FA TREDICI

 

La capacità di "saper far di conto" del clero cattolico era nota, essa non discende dalla sapienza dei matematici dell'antica Grecia ma dalle capacità "sovrannaturali" di un figlio di un falegname che si dilettava in moltiplicazioni di pesci.

Il saper far di conto unito alle capacità illusioniste ha prodotto, nel corso dei secoli, lo sviluppo di una Chiesa estremamente legata agli affari terreni.

Ancor oggi, noi tutti, paghiamo il nostro debito con il Cielo, da quest'anno poi il sistema di riscossione si è modernizzato e passa attraverso il "moderno ed efficiente" sistema tributario Italiano: finalmente siamo stati "liberi" di inviare una parte delle imposte da noi pagate al culto che preferiamo!

Non ci voleva molto naturalmente a scoprire che questo sistema non è altro che l'ennesima fregatura pretesca: modificare le apparenze per non cambiare nulla, anzi per avere una fetta maggiore di vantaggi economici.

Il nuovo meccanismo si basa sull'ipocrisia: inizialmente era stato concepito come una "tassa" ulteriore che doveva pagare chi voleva finanziare la Chiesa; naturalmente una tale impostazione avrebbe ricevuto ben pochi consensi cosicché la legge venne cambiata in modo che una parte delle imposte (otto per mille) venisse comunque destinato ad opere di "chiesa" e ai contribuenti venisse lasciata solo la "scelta" di chi finanziare.

Si provvedeva poi a coinvolgere due sette semisconosciute per reggere il moccolo della libertà di religione (più onestamente i valdesi ed evangelici rifiutavano tale impostazione, mentre la comunità ebraica sceglieva un altro sistema).

Nonostante tutto permangono diversi problemi: chi garantisce i non credenti? Questa domanda è stata sottoposta anche alla "giustizia" da alcuni cittadini che ritengono incostituzionale questa legge.

Inoltre, le preferenze raccolte nei modelli 740 non valgono in proporzione alle imposte pagate (non c'è una quota individuale di 8 per mille) ma valgono solo ai fini della statistica finale.

La determinazione del contributo finale alle Chiese o allo Stato potrebbe essere diversa dal risultato che si otterrebbe sommando le quote individuali di imposta. Ciò si aggiunge alla beffa della spartizione delle somme dei contribuenti che non effettuano nessuna scelta.

Non si capisce perché allora far "scegliere" la destinazione nel mod. 74O (visto che secondo la Costituzione le imposte devono essere pagate in proporzione al reddito conseguito); abbiamo il sospetto che questa opzione "politica" mascherata da "libera scelta" sia stata fatta solo perché non potevano essere presi come base della ripartizione i registri parrocchiali dei battezzati (e quindi dei cattolici "ufficiali").

Ma allora, per ovviare anche ai problemi di scrutinio, perché non associare la scelta di destinazione dell'otto per mille ad un gioco popolare come il Totocalcio?

 

 

 

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