LA COSA
"E' notte, una ragazza esce, ultima, da un ufficio in un grande immobile. Fuori, un uomo la spia, la segue, poi la rincorre sempre più affannosamente. La donna raggiunge l'ascensore e per un pelo schiva l'uomo, che le strappa di mano la copertina di una rivista. Si tratta del primo atto di uno stupro? No, è la pubblicità di un giornale. Attraverso questa pubblicità -passa- l'idea che le donne debbano comprare un giornale per essere più -desiderabili-, cioè per farsi inseguire di notte da maniaci in impermeabile. Forse alcune donne ritengono che questo sia il loro ideale di vita notturna. NOI NO. E' per questo che abbiamo svolto quella che riteniamo sia la prima parte di un lavoro multimediale di critica alla DONNA OGGETTO propinata ed impartita dalla Pubblicità e più in generale dai media.
Il lavoro svolto parte dal presupposto che anche i Pubblicitari sono responsabili politicamente delle immagini e dei concetti che scelgono per promuovere un prodotto. Non è certo -mancanza di creatività- (che non hanno) la loro continua e quasi totale opera di distruzione della donna come soggetto al fine di ridurla in stereotipo e incitamento simbolico al consumo".
Questo comunicato, diffuso in occasione della inaugurazione separatista della mostra "La Cosa", vuole essere un incentivo per tutte le donne a difendere la propria soggettività, a fare una analisi politica delle immagini femminili patinate o meno, che i signori pubblicitari e giornalisti producono. Non ci interessa una -pubblicità alternativa- perché pensiamo che la pubblicità in se stessa sia ridicola. Quello che ci interessa è demolire gli stereotipi che vogliono la donna in cucina eccetera. La mostra "La Cosa" consiste di sedici pannelli (che dividono per argomenti le varie schifezze inventate dai pubblicitari per convincere a comprarsi una donna/prodotto)...più un audiovisivo, più la bella performance creata appositamente sul tema dal gruppo di donne "L'Allergia": Katodica. La performance e l'audiovisivo, più il "Video blob donna" di un'ora composto da Dada Knorr e Pralina Tuttifrutti, sono disponibili in una videocassetta di una ora e mezza.
Vorremmo che tutte le donne aderissero con materiale, sottoscrizioni, suggerimenti, alla iniziativa; appena pronte comporremo un opuscolo con riassunti gli interventi di tutte le interessate circa gli stereotipi femminili nei mass media.