IL SIGNORE DEGLI ESERCITI

 

"E' dunque la guerra, che per un mistico rapporto che ha cogli ordini sociali, e quindi cogli ordinamenti provvidenziali, ci presenta un diretto rapporto col Dio degli eserciti al quale sale l'olocausto delle vittime insanguinate e buone sul campo di battaglia cosicché la terra imbibita di sangue diviene come un grande altare dove si placa il Dio degli Eserciti. Potenza e soavità della nostra religione che una necessità sociale, una rivendicazione di diritto che è espressione di amor sociale fa divenire un interesse della divinità, non coi pettegolezzi di Venere, di Giunone e di Giove, ma coll'accordo mirabile dei due titoli: Deus Charitas est - Dominus exercituum". (Da "La scuola cattolica", sac. Carlo Locatelli).

Queste, e tante altre furbe dichiarazioni in favore e in onore della guerra, sono frutto dell'accordo innato tra Potere Istituzionale ed economico e Chiesa cattolica. L'operato di uno dei protagonisti del militarismo italiano del novecento, Padre Agostino Gemelli, è accuratamente vagliato da Mimmo Franzinelli nel suo libro "Padre Gemelli per la guerra".

Padre Agostino Gemelli, per intenderci, è il fondatore della università cattolica del Sacro Cuore, e tutt'ora ispiratore di Comunione e Liberazione. Padre Gemelli, in gioventù di simpatie socialiste (prese parte ai moti del 1898), si converti' poi al cattolicesimo, si fece francescano, divenne, come tutti i pentiti, attivissimo nel rinnegare la sua precedente mancanza di fede, tanto da mettersi a fare una campagna sui miracoli di Lourdes. Sino al 1915, Gemelli, interventista, pretendeva che l'Italia scendesse in guerra a fianco degli imperi centrali, sognando un ritorno ad una società di stampo medievale ove la Chiesa fosse al centro di tutto e le milizie fossero "milizie cristiane". Tuttavia, appena il clima politico cambio' e l'Italia scese in campo contro gli imperi centrali...il Gemelli divenne,

con una conversione a centottanta gradi, il teorico della lotta contro i tedeschi visti come "barbari".

Questa disinvoltura ideologica sarà una caratteristica del Gemelli. Egli pensava che fondamentalmente la guerra fosse una grande occasione per la Chiesa: non bisognava perdere il treno. Teorizzando la guerra come "espiazione", "rinascita"..., premendo affinché, negli orrori, le masse ( e soprattutto i miscredenti della classe operaia...) si rivolgessero alla Fede cattolica come speranza di salvezza.

Gemelli continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nella macchina militarista italiana. Col general Cadorna, clericale, si conquisterà un ruolo di "assistente scientifico" dell'esercito, ruolo dentro il quale potrà poi comodamente ricercare materiale e spacciare le sue teorie. Ricordiamo il suo tentativo di consacrare i soldati al Sacro Cuore di Gesù (era una sua fissazione), iniziativa che ebbe un effimero successo; e la sua "psicologia" applicata alle masse combattenti. Il Gemelli teorizzava che le milizie dovessero essere psichicamente succubi del loro ruolo, e distrarsi da questo solo per dedicarsi al pensiero di Dio e della famiglia. Naturalmente, multiforme come al solito, Padre Gemelli presentava agli ufficiali questi suoi pensieri, mentre ai soldati propinava la solita rituale retorica. "Padre Gemelli per la guerra" è stato presentato al sesto meeting, è edito dalle edizioni La Fiaccola e può essere richiesto (costa lire quindicimila) sia al Circolo Papini, che alla Associazione, sia direttamente alla casa editrice (via S.Francesco 238/97100 Ragusa).

 

 

 

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