E così siamo giunti al Nono Meeting Anticlericale.

Nonostante il restringimento degli spazi di democrazia ed il vento decisamente restauratore che ha spirato per tutti gli anni '80 sulle bandiere del clericalismo e -purtroppo- contro i nostri visi di sognatori del libero pensiero, questa manifestazione è riuscita a imporsi come uno dei pochi appuntamenti laici e libertari in Italia.

Ci siamo portati dietro un pò di polvere ottocentesca -e come evitarlo?- per far venire allo scoperto un pò di allergici, mai guariti dal mal-del-prete; ma al sospetto ed alle condanne inquisitorie abbiamo sempre risposto con la forza della ricerca, del dibattito, del confronto, del dubbio, della denuncia impertinente, sostenuti da pochi mezzi e molta volontà.

Svariati tentativi di "criminalizzare" il meeting sono sempre falliti! Eppure ogni edizione è una scommessa; si fa e si costruisce sapendo dell'esistenza di tanti imprevisti, poiché si mettono alla prova i vessilli di Libertas sbandierati da tanti signori vecchi e nuovi della politica.

La nostra libertà d'espressione non è affatto scontata: anche quest'anno va difesa e valorizzata! Va difesa perché è libertà di esprimere "altro", di esprimere "diversità", di produrre pensiero "divergente" dal corpus ideologico-politico-religioso che produce enfisemi da 2000 anni.

Lo ribadiamo: anticlericalismo è un termine che ci sta stretto. Eppure sappiamo che questo nostro anticlericalismo (che va oltre la mera satira e la critica per divenire propositivo di valori di libertà dalla religione) funziona come una cartina di tornasole: le menti acide o inacidite si scoprono in tutto il loro oscurantismo inquisitorio.

Fare oltraggio a lor signori non è che un grande, gustoso, piacere!

Quest'anno ci misureremo nel tiro al Colombo. Tutta la giornata del 22 Agosto avremo modo di affrontare la questione dal punto di vista politico-economico attuale, dal punto di vista storico, dal punto di vista simbolico-antropologico. In tutto e attraverso tutto, cercheremo di mettere in evidenza il ruolo della chiesa cattolica.

Il 7 giugno del 1494, le due potenze del tempo, le cattoliche Spagna e Portogallo, firmarono il Trattato di Tordesillas per il controllo del nuovo mondo; una specie di Yalta di 500 anni fa. Nella disputa ermeneutica sulla "Scoperta", noi optiamo per l'interpretazione che individua i motivi veritieri dei conquistadores nel lucro e nei beni materiali (oro, terra, materie prime, schiavi) ottenibili. Non si trattava di coraggiosi e disinteressati cavalieri, ma di strumenti di un preciso progetto coloniale giustificato dalla necessità di aprire nuovi mercati, di cercare nuove materie prime per il nascente capitalismo dell'epoca, all'interno della politica espansionistica degli imperi cattolici del tempo.

L'evangelizzazione ufficiale divenne oggettivamente uno degli elementi basilari a legittimazione della barbarie coloniale. Il dominio della terra e dell'oro divenne dominio dell'immaginario collettivo: il dominio del bianco sull'indigeno prima, sul negro poi. Il dio dei cristiani era quindi il più forte, era il vero dio, capace di vincere e annichilire gli dei indigeni, gli "idoli". Era la teologia del potere e della violenza di Hermn Cortés. "Il dio più forte è il vero dio".

La dominazione venne così imposta dall'esterno. Ma l'accumulazione delle ricchezze richiedeva la collaborazione e la sottomissione delle élites locali, il controllo del potere ecclesiastico, la reificazione dei lavoratori come puri strumenti per la creazione della ricchezza. Dalla religione della rassegnazione occorreva passare alla religione della partecipazione: al "grande privilegio" di sottomettersi al dio dei vincitori, ricevere le sue benedizioni e collaborare col dio della vittoria. In questo periodo proliferavano le Vergini o le Sante Marie della Vittoria. Così, con la conquista e la colonizzazione (e nonostante rare voci alternative che sulla base del Vangelo si schierarono con gli indios oppressi) venne conclusa la fase della dominazione esterna. In seguito le colonizzazioni francese, inglese, tedesca ed olandese, resero devastante su tutto il continente una perversa dinamica di integrazione ineguale, assistita, dipendente dai centri economici e politici mondiali, i cui effetti sono visibili tutt'oggi.

Possiamo così inscrivere le celebrazioni nei fasti del Nuovo Ordine Mondiale di cui l'America Latina è area di nuovo e restauratore interesse economico e religioso. Penetrano ed avanzano nel subcontinente le sette religiose fondamentaliste di ispirazione nordamericana. Allo stesso tempo, il Vaticano segue una strategia di neoconservazione e neocristianizzazione che è stata affidata a forze quali l'Opus Dei e CL. Questa nuova evangelizzazione vuole restaurare l'antico ordine e l'antico paradigma dei conquistadores. Lor signori stanno così celebrando la Riconquista!

Il Meeting anticlericale svelerà ancora una volta la... magnanimità della Chiesa.

A proposito, liberi pensatori dell'estate, cosa ne avete fatto del vostro "otto per mille"?

 

 

 

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